Francesco a Benedetto: «Siamo fratelli»

di Fiammetta Cupellaro wROMA Protagonisti di un evento senza precedenti nella storia, e «fratelli». Un incontro difficile da immaginare fino a poco tempo fa, ma che ieri si è materializzato sotto i riflettori di tutto il mondo in un piccolo angolo della campagna alle porte di Roma. Papa Francesco e Benedetto XVI hanno trascorso due ore insieme nella residenza di Castel Gandolfo dove il papa emerito vive dal 28 febbraio, dopo la «rinuncia». E le tante immagini che scorrono sono tutte inedite nella storia millenaria della Chiesa. Due Papi, uno emerito e uno sovrano, inginocchiati a pregare uno vicino all'altro, a discutere sulle priorità della Chiesa passeggiando oppure in un salottino riservato, a pranzare con i propri segretari. Sempre dandosi del lei, ma sempre guardandosi come «fratelli». Uguali anche nel vestire, entrambi con la talare bianca, anche se solo Jorge Mario Bergoglio il Papa sovrano ha la mantelletta e la fascia. Sono le 12,05 quando dal Vaticano, l'elicottero con a bordo Papa Francesco si alza stagliandosi sulla Cupola di Michelangelo alla volta di Castel Gandolfo. Tutti sanno che va ad incontrare Papa Ratzinger e come già è accaduto il 28 febbraio sono tante le persone che salutano dalle terrazze di Roma. E' già lì, il Papa emerito quando l'elicottero atterra tra i giardini all'italiana e l'abbraccio tra i due pontefici è immediato, spontaneo. Sono emozionati, ma quando si vedono all'eliporto allargano le braccia quasi contemporaneamente. Ratzinger, che si appoggia ad un bastone, cammina restando volutamente un passo indietro al suo successore che ha portato in dono un'icona della Madonna dell'umiltà. «Ho subito pensato a lei e per i tanti esempi di umiltà del suo pontificato», gli dice Bergoglio. L'altro si commuove, ma è solo un attimo. Poi, la preghiera nella cappella, con Benedetto XVI che quasi rincorre Papa Francesco per farlo sedere nell'inginocchiatoio d'onore preparato apposta, ma che rimarrà vuoto. «Siamo fratelli», gli dice sempre Bergoglio prendendo Ratzinger per mano, accompagnandolo invece verso il primo inginocchiatoio della cappella. Ed è questa la foto che in pochi minuti fa il giro del mondo: i due Papi inginocchiati vicini a pregare davanti l'immagine della Madonna. Il «sacrificio» di Ratzinger e il «cambiamento» della Chiesa nella mani di Papa Francesco. Anche ieri, il giorno dell'«evento storico» sono state queste le parole che si sono sentite più spesso tra quanti si sono riuniti nella piazzetta di Castel Gandolfo. Speravano di vedere i due Papi insieme alla loggia per la benedizione, ma non sarà così. E la loggia resterà chiusa per tutta la mattinata. E mentre giornalisti e cameramen cominciavano a tornare a Roma, all'interno del palazzo apostolico i due Pontefici affrontavano nella biblioteca, una conversazione restando da soli. Un incontro durato 45 minuti, parlando in italiano, durante il quale non è difficile immaginare si siano toccati i temi del famoso dossier ormai noto con il nome di Vatileaks (redatto dalla commissione cardinalizia) oppure di quel memorandum che Ratzinger avrebbe lasciato al suo successore. Di sicuro, dopo 25 anni in Vaticano e 8 da pontefice, Benedetto XVI conosce bene la Curia e quali sono le priorità da affrontare. E le immagini trasmesse dalle telecamere del Centro televisivo vaticano hanno reso tangibile, più di ogni parola, il segnale di quanto sta accadendo in questo momento in Vaticano. Davanti ai due Papi seduti in un salotto su un tavolinetto basso la telecamera ha mostrato una cassetta bianca dove si intuisce ci siano documenti. Parecchi documenti. E se non bastasse sopra c'era anche una busta. Poi, le porte si sono chiuse e quella conversazione tra Papi non ha avuto testimoni. In quei 45 minuti, di questa giornata storica, è forse iniziato il futuro della Chiesa. ©RIPRODUZIONE RISERVATA