Punta Est, i giudici contro Moro e Bugatti

PAVIA Aveva chiesto che gli fosse restituito l'incarico all'ufficio urbanistico del Comune. Ma il Riesame ha respinto la richiesta di Angelo Moro, il dirigente comunale di Pavia accusato di abuso d'ufficio in relazione all'operazione di Punta Est, le case al Vallone destinate a servizi universitari ma vendute a privati. Le motivazioni del Riesame non sono ancora note, ma non è da escludere ricalchino le stesse ragioni con cui l'accusa aveva chiesto e ottenuto la sospensione dal servizio. A Moro viene contestato di avere firmato la variante al progetto delle case realizzate dall'imprenditore Dario Maestri (indagato per l'accusa di corruzione) che avrebbe consentito di piazzare le residenze sul libero mercato. «Noi avevamo basato la richiesta di reintegro sul presupposto che Moro non ricopre più alcun incarico all'urbanistica dall'aprile 2012 – spiega l'avvocato Graziano Lissandrin, difensore di Moro insieme a Yuri Lissandrin –. A questo punto speriamo si vada subito a dibattimento, dove avremo la possibilità di spiegare gli equivoci di fondo su cui si basano le accuse della procura». E un altro «no» dai giudici arriva per Angelo Bugatti, il docente e ex direttore del Dipartimento di Ingegneria edile e del territorio accusato di corruzione e falso per avere firmato una convenzione con la società Punta Est che avrebbe permesso all'operazione di realizzarsi. «Avevamo chiesto un confronto con un' impiegata del Dipartimento, principale accusatrice di Bugatti sulla falsità del verbale, attraverso lo strumento dell'incidente probatorio – spiega l'avvocato Federica Bonomini –. Ma questa richiesta ci è stata negata. Abbiamo comunque fatto una nuova istanza al gip per la revoca degli arresti domiciliari». (m. fio.)