Quella scatola e quella busta sul tavolo dei Pontefici

Consultazioni, incontri, discussioni, lettura di documenti. Se Papa Bergoglio ha fatto capire subito che segno intende dare al suo pontificato, improntato alla sobrietà e dalla parte degli umili, è forte l'attesa sulle decisioni che il Papa assumerà per riorganizzare gli assetti di potere all'interno delle mura vaticane. Ieri davanti ai due Papi sono apparse una cassetta di documenti e una busta. Un'immagine inquadrata dalle telecamere e che sembra il simbolo di quanto attende Jorge Mario Bergoglio. Non c'è solo il dossier commissionato da Ratzinger ai cardinali Herranz, Tomko e De Giorgi su Vatilieaks e le vicende delle carte rubate dalla scrivania del Papa. Francesco dovrà riformare la banca del Vaticano, lo Ior di cui è stato nominato da poco il nuovo presidente dopo l'uscita di scena tra le polemiche del banchiere Gotti Tedeschi. Bergoglio sembra andare avanti spedito nel giro di consultazioni prima di fare le sue scelte e quella di ieri con Papa Ratzinger è la più prestigiosa. Tra le persone consultate dal Pontefice in questi giorni ci sarebbero soprattutto i porporati latinoamericani che, insieme agli statunitensi, hanno giocato un ruolo importante nel Conclave che ha portato alla sue elezione. Una delle prime scelte sarà comunque la nomina del nuovo Segretario di Stato, una delle persone più vicine al Pontefice. Il successore del cardinale Tarcisio Bertone.