«Irregolarità nel bando di gara»

CERTOSA Irregolarità nel bando della leva civica. A sostenerlo sono i consiglieri di minoranza Massimiliano Cozzi, Giorgio Gianini e Giulio Cremaschi che hanno firmato e presentato in municipio un'interrogazione per "chiedere chiarimenti". La minoranza vuole spiegazioni su una domanda, non protocollata, ma finita nel fascicolo del bando e sui criteri utilizzati per determinare il contributo dei volontari. «Siamo favorevoli alla leva civica – precisa Cozzi - ma abbiamo riscontrato gravi errori, nella forma e nella sostanza, di cui qualcuno dovrà rispondere. E' nostro dovere controllare gli atti amministrativi». E dai controlli dei tre consiglieri sarebbe emerso che "non è stato utilizzato un sistema di selezione corretto e trasparente". Attacchi che l'amministrazione comunale rimanda al mittente. Se il sindaco Corrado Petrini parla di "un errore nella graduatoria", l'assessore Maria Vittoria Sereni ricorda "il carattere sociale della leva civica, istituita per sostenere chi è in difficoltà". «L'iter si è svolto nella massima trasparenza – sottolinea Petrini – e il nome inserito a causa di una svista è stato sostituito». Ma l'opposizione insiste: «Nel fascicolo del bando era presente una domanda che non risulta protocollata e che riporta una data di sottoscrizione ben oltre il termine previsto per la presentazione. Per questo chiediamo chi abbia ricevuto la domanda e chi ne abbia autorizzato l'inserimento nel fascicolo di gara». «E' stato commesso un atto grave e l'amministrazione fa finta di nulla – incalza il capogruppo Cozzi -. Questa è l'ennesima dimostrazione di una politica fallimentare, incapace di dare trasparenza alla cosa pubblica». E poi a non convincere la minoranza è anche l'entità del compenso, 300 euro per 18 ore mensili, che verrà dato ai 4 volontari della leva civica, selezionati da una commissione tecnica attraverso un bando. «Risulta che un volontario è retribuito meglio di un operaio specializzato con un compenso quasi di 17 euro l'ora e questo ci pare un'assurdità». A difendere le scelte dell'amministrazione è il vicesindaco Sereni: «I volontari non svolgono lavori continuativi ma attività socialmente utili. Le persone sono state scelte in base all'Isee, sono stati privilegiati i disoccupati o chi ha in carico figli inoccupati. In ogni caso non mi risultano errori intenzionali». Stefania Prato