Allarme antrace, l'incubo alle Poste

di Maria Fiore e Marianna Bruschi wPAVIA Ore 9.15, ufficio postale di viale Brambilla. Un'impiegata addetta allo smistamento della posta nota della polvere bianca che fuoriesce da una busta. E' una sostanza in piccoli granuli, inodore. Che ci fa in una busta senza mittente? E, soprattutto, che tipo di sostanza è? E se fosse tossica o pericolosa? Interrogativi che mettono in allarme il personale della struttura. Viene avvisato il direttore dell'ufficio, Emanuele De Martinez, e allertata la polizia postale. In poco tempo sul posto arrivano i vigili del fuoco, gli agenti della squadra volante, la polizia scientifica, la Digos, l'Arpa e i tecnici dell'Asl. Il ritrovamento fa scattare subito i protocolli di sicurezza previsti in questi casi. Potrebbe infatti trattarsi di anche di una sostanza batteriologica o di spore, come quelle che provocano l'antrace, una malattia causata dal Bacillus anthracis che provoca, nei casi più estremi, anche la morte. In un paio d'ore l'area di viale Brambilla viene delimitata. Gli utenti vengono bloccati all'ingresso. A decine di impiegati e dipendenti, che al momento del ritrovamento si trovavano lontano dall'ufficio di smistamento, viene impedito di avvicinarsi e vengono radunati nel parcheggio. Una cinquantina di impiegati, invece, restano all'interno della struttura e non possono uscire. Alle 2 del pomeriggio il quadro comincia a chiarirsi. Quella sostanza potrebbe essere nitrato di potassio, un fertilizzante usato anche per gli esplosivi, acquistato su internet da uno studente di 21 anni dell'Università di Pavia, che frequenta la facoltà di Ingegneria Chimica e ambientale. C'è il suo nome, sulla busta. E un indirizzo di viale Cremona. I poliziotti della volante vanno nell'abitazione e trovano la nonna del giovane, che conferma l'acquisto. Viene contattato anche il padre del ragazzo, che si precipita nell'ufficio postale per rilasciare la sua dichiarazione, poi allegata alla relazione inviata in procura. «Mio figlio stava realizzando un barometro Storm Glass, che è uno strumento in grado di prevedere il tempo – spiega il genitore –. Gli mancava il nitrato di potassio e ha visto che è una sostanza in vendita anche su internet. L'ha acquistata da un privato. Mio figlio ha fatto tutto in buona fede, non poteva certo immaginare che sarebbe stata spedita con un imballaggio inadeguato». Anche perché il giovane si era già fatto mandare a casa, sempre per posta, il cloruro di ammonio, l'altra sostanza, insieme a naftalina e alcol, necessaria a confezionare lo strumento. L'Arpa, comunque, ha dovuto procedere lo stesso all'esame della polvere, per scrupolo. Il magistrato, dal suo canto, vista la mobilitazione, potrebbe a questo punto aprire un fascicolo per procurato allarme.