Zibido, i residenti «Siamo nelle favelas non in case popolari»

CAVA MANARA Gazebo della Lista Pini in piazza per il periodico appuntamento della "politica tra la gente". Tema del giorno: la raccolta differenziata, raccolti 120 questionari sul gradimento del servizio. «Abbiamo sottoposto ai cittadini un questionario per capire cosa piace o non piace della raccolta dei rifiuti e soprattutto vedere in che modo si potrebbe migliorare – spiega il capogruppo Michele Pini – È un'occasione per prendere spunto dai suggerimenti della gente che ci espone direttamente problemi e osservazioni sulla vita del paese. Questi suggerimenti vengono da noi analizzati e dove opportuno declinati in atti istituzionali da sottoporre al Consiglio». (a.gh.) di Giovanni Scarpa wZIBIDO Rifiuti, cornicioni pericolanti, tubature della fogna e tombini rotti, cocci di vetro nel giardino, locali per le riunioni condominiali allagati e sporchi. In queste condizioni vivono circa una trentina di famiglie nelle case popolari di via Adige. Tre palazzine, una del Comune e due dell'Aler, abbandonate a se stesse. Favelas, le definisce chi ci vive. I caseggiati a tre piani, fra l'altro, non sono neppure tanto vecchi. «Sono stati costruiti negli anni Novanta – dice un residente fra i primi a venire ad abitare qui –. Il problema è che non hanno praticamente mai più fatto manutenzione». Il bianco dell'edificio è diventato con gli anni quasi grigio. Ma l'aspetto esteriore è quasi il meno. Le cassette del gas sono rotte. I fili dell'elettricità fissati alla bene e in meglio al muro. «E qui, in media, paghiamo un affitto di 2-300 euro al mese». Ci sono anche tanti bambini. Ma i genitori non li mandano più in cortile a giocare: «Troppo pericoloso». L'elenco delle cose che non vanno è lunghissimo. Ma due cose spiccano su tutte: i locali per le riunioni di condominio nella palazzina Aler, allagata a lasciata in balia dei vandali, e le cantine in quella del Comune, trasformate ormai in una discarica abusiva. C'è un altro problema: «Attraversare la strada qui davanti è un suicidio. Abbiamo chiesto dei dossi o un semaforo, che invece c'è trecento metri più in là. Il Comune ci ha detto di andare ad attraversare in quel punto». In municipio è arrivata puntuale una petizione su questo argomento. Il sindaco, Piero Garbelli, è al corrente delle problematica di via Adige. «Per quanto riguarda l'attraversamento pedonale, stiamo pensando ad una soluzione – dice –. La manutenzione delle palazzine è più complicata. Abbiamo sollecitato più volte l'Aler. Noi, invece, siamo bloccati dal patto di stabilità. Abbiamo venduto una parte del patrimonio comunale e cercheremo di utilizzare gli introiti per fare almeno gli interventi più urgenti. Intanto, per le pulizie, saranno fatte due volte a settimana anzichè una».