Amianto, niente discariche a meno di 200 metri dalle case

di Anna Ghezzi wPAVIA Discariche di amianto, la Provincia lavora ai criteri per la localizzazione dei nuovi impianti di smaltimento. Vincoli in termini di distanze dalle case, dai centri abitati, dalle case, dalle strade, livelli della falda, distanze dalle coltivazioni da rispettare se si presenta un progetto di impianto. Al momento sono ancora due le discariche di cemento amianto in stand by in provincia: quella di Ferrera Erbognone e quella di Cava Manara, archiviato invece il capitolo di Gambolò dicono dagli uffici di piazza Italia. La bozza del documento aggiuntivop al piano provinciale dei rifiuti è stata presentata in commissione ambiente, dovrà essere analizzata dai commissari, approvata e poi portata in Consiglio provinciale. Tra i criteri proposti nella bozza c'è la distanza dai centri abitati: fino a 200 metri costituisce un criterio escludente, per cui il progetto viene bocciato. Fino a un chilometro, invece, è "penalizzante", ovvero dà un punteggio negativo. Niente discariche se a meno di 200 metri ci sono coltivazioni classificate come Doc o Docg, progetto penalizzato se vicino a strade già trafficate. «Si tratta della naturale prosecuzione di un lavoro sull'amianto che è partito dal censimento – spiega l'assessore provinciale all'ambiente Alberto Lasagna – ed è passato dalla stesura delle Linee guida, dalle mozioni. Non è ancora un atto finale, la bozza del documento sarà condivisa anche con la rete dei comitati per la salute e l'ambiente». Il piano provinciale dei rifiuti, dice Lasagna, «Era incompleto. Non c'erano criteri che permettessero di analizzare la bontà o meno dei siti che venissero proposti per eventuali discariche di amianto. Fatto salvo che la Provincia ha dato già molto, per lo smaltimento dei rifiuti, e fermo restando che i progetti devono riguardare al massimo lo smaltimento dell'amianto della provincia, con un auspicabile ruolo del pubblico nello smaltimento, serviva un documento tecnico che permettesse, al di là delle valutazioni politiche, di dare un "voto" ai progetti per rigettarli, correggerli o accoglierli, secondo criteri oggettivi».