«Dormo su un divano affittato per 100 euro da un pensionato»

di Linda Lucini wPAVIA «Vivo con 650 euro di pensione di reversibilità di mio marito. Non ho neppure una casa: sono ospite di un pensionato che mi affitta il suo divano per 100 euro al mese. A lui servono visto che di pensione ne porta a casa solo 550 e io ho un tetto.Lui mi rispetta: quando mi sono rivolta ad un'altra persona pretendeva sesso in cambio di un posto letto». Chi parla ha poco meno di 50 anni e da oltre due fa questa vita. E' una delle tante storie della crisi che si raccolgono al quartiere Scala. «Prima mangiavo la carne tre volte a settimana, ora ho ridotto a due», racconta una pensionata. «Mangiare fuori? Chi se lo ricorda. Con 429 euro di pensione si fatica a mangiare in casa. Prendo i pacchi della Caritas, mi faccio aiutare dai figli, ma anche loro non hanno molto da darmi», dice un'altra. Sta un po' meglio la sua amica: «Io prendo 900 euro di pensione, ma 350 se ne vanno in affitto. Mio marito ogni tanto va dall'assistente sociale e qualche aiuto arriva. Ci hanno dato il bonus del gas: 400 euro. E' un piccolo aiuto. Per fortuna che c'è mio figlio che una volta alla settimana viene e mi compra la carne. Prima quando abitava da me, la spesa la faceva lui. Separato con una figlia, non sapeva dove andare. Ora ha una nuova compagna, ma fatica anche lui perchè deve pagare gli alimenti all'ex moglie». «Io prendo 800 euro al mese, ma devo aiutare mio nipote di 39 anni che da tre mesi non ha lavoro - dice un'ex infermiera– Faccio i salti mortali, ma non mi lamento. Mi spiace solo di non poter fare regali ai miei nipotini». «Posso permettermi il pesce solo ogni due mesi – racconta una donna - Per fortuna che la carne non mi piace, compro il pollo. Ma le ali adesso si fatica a trovarle». Un'altra pensionata racconta che lei il pollo lo impana nel latte: «Così risparmio un uovo». «Io speravo tanto di ottenere la pensione superati i 65 anni – dice un'altra signora – invece non mi daranno nulla perchè il reddito di mio marito supera di 200 euro l'anno la cifra stabilita». Un'ex infermiera racconta di aver versato 15 anni di contribuiti: «Poi con i figli sono rimasta a casa. Quando mio marito è andato a vedere quanto mi avrebbero dato di pensione è entrato in casa con le lacrime agli occhi: 60mila lire al mese. Ora sono diventati a 100 euro al mese» . «Si rinuncia a tutto. I vestiti non si comprano più, ci arrangiamo con quelli che abbiamo», dice una vedova. Un'altra aggiunge: «Prima andavo in boutique, adesso vado in piazza Petrarca». «Io non posso permettermi neppure quello», dice l'amica. «Le ultime ferie le ho fatte quando ancora c'era la lira, dopo non me le sono più potute permettere», dice un'anziana. Si fatica anche a curarsi: «Ho dovuto aspettare di compiere i 65 anni per fare tutti gli esami, prima non potevo: costa troppo», racconta una donna. «Ho l'esenzione, ma per curarmi devo andare fino a Como e solo di viaggio mi costa tantissimo. Per le pastiglie di mio marito, poi, devo spende 80 euro e ci durano solo 15 giorni». Un'anziana di origini toscane spiega che spende circa 70 euro ogni volta che va in farmacia: «Per questo faccio il 730, così riesco a detrarre le spese mediche. Farlo mi costa 20 euro, ma poi ad agosto mi ridanno anche 150 euro, in pratica un quarto della mia pensione». Un'altra anziana racconta che ha appena rinnovato la patente: «Mi facevano una serie di problemi per la vista. Ero disperata, come avrei potuto altrimenti portare mio marito invalido due volte la settimana in ospedale. Non mi posso certo permettere un taxi».