Carceri, le fasce per Pavia Vigevano e Voghera
PAVIA Carceri distinte non più solo in «alta» e «media» sicurezza, ma istituti che prevedano un «regime ordinario» e uno «aperto» con custodia attenuata per i meno pericolosi. Gli istituti di Pavia (con il polo psichiatrico), Monza e Vigevano (dove resta l'alta sicurezza femminile) saranno destinati alla media sicurezza, mentre il carcere di Voghera sarà adibito ad alta sicurezza con una piccola sezione a media sicurezza. Il progetto del Dipartimento per l'amministrazione penitenziaria "Circuiti Regionali" distinguerà le modalità di custodia a seconda della pericolosità dei detenuti, e non solo per la loro posizione giuridica per trovare soluzioni al sovraffollamento, alle drammatiche condizioni di vita dei reclusi, e alle difficoltà lavorative, in tale contesto, del personale penitenziario, con uno sguardo al trattamento rieducativo e alle misure alternative. Il capo del Dap, Giovanni Tamburino, ha spiegato che si andrà a regime il prima possibile: si partirà nella prima decade di aprile dall'istituto di Carinola, in Campania, che da carcere di alta sicurezza diventerà un istituto di media sicurezza, a custodia attenuata. «Sappiamo che non è la panacea, anche perché non riguarderà tutti i 65mila detenuti – ha detto Tamburino – ma è un passo avanti importante, che farà da prologo per ulteriori sviluppi per una maggiore efficienza». Gli istituti aperti, ha aggiunto, «richiedono maggiore responsabilità: faremo una proposta a certi detenuti, che dovranno dare una prova di maggiore responsabilità». Una sperimentazione è già stata avviata a Bollate, Civitavecchia, Torino e Porto Azzurro: «I risultati – ha spiegato Tamburino – sono molto interessanti e confermano che rendere meno ingabbiata la vita dei reclusi ha un effetto positivo».