I due marò riconsegnati all'India
di Natalia Andreani wROMA L'Italia ha riconsegnato all'India i marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. La decisione, che ha già scatenato una ridda di polemiche, è stata presa ieri dal Consiglio dei ministri che ha convocato a Roma i due fucilieri e ieri sera li ha imbarcati su un volo per New Delhi. I militari alloggeranno all'ambasciata italiana e, stando a quanto dichiarato dal sottosegretario agli Esteri Staffan De Mistura che li ha accompagnati, «avranno libertà di movimento» in attesa del processo per il presunto omicidio di due pescatori. «La parola data da un italiano è sacra: noi avevamo sospeso il loro rientro in attesa che New Delhi garantisse alcune condizioni che sono state garantite», ha spiegato De Mistura. Tra queste che non sarà loro comminata la pena di morte. «Ora ripartiamo a bocce ferme riconfermando che vogliamo un arbitrato internazionale e che tutto questo venga risolto rapidamente». Tuttavia «è stata una decisione difficile», ha anche detto il sottosegretario spiegando che i due marò hanno avuto nel pomeriggio un colloquio con Napolitano che ha apprezzato «il loro senso di responsabilità, la dignità e il coraggio». La notizia del ritorno dei due militari in India è «un bene per entrambi i Paesi», ha dichiarato ieri sera il ministro degli Esteri indiano Salman Khurshid, dopo la clamorosa ritorsione decisa dal governo di New Delhi sull'ambasciatore italiano, privato dell'immunità diplomatica. Ma le famiglie che avevano creduto nel rimpatrio definitivo di Girone e Latorre, rimasti in India dal 19 febbraio 2012 in attesa di processo, non hanno più nemmeno il fiato per parlare. «Non possiamo e non vogliamo dire niente. E' una cosa troppo grande», dice chi risponde al telefono a casa Latorre senza nascondere l'angoscia per l'improvviso cambio di strategia deciso dall'esecutivo. Il caso ha poi scatenato le ire dei parlamentari di Lega e Pdl, dimentichi che a firmare il lacunoso decreto sulle scorte antipirateria alle navi commerciali fu nel 2011 l'allora ministro per la Difesa, Ignazio La Russa. «Il governo Monti si è piegato in maniera indegna al ricatto inaccettabile dell'India mettendo a rischio le vite dei marò e in ridicolo l'intero nostro Paese», attacca il capogruppo della Lega in Senato, Massimo Bitonci. «Umiliante. In India vadano Terzi e Monti», fanno quadrato le deputate Pdl guidate da Meloni e Santanchè che già annunciano manifestazioni di piazza. ©RIPRODUZIONE RISERVATA