Stradella, tassa rifiuti Ceva protesta e non paga

In occasione dell'arrivo delle giostre, saranno parzialmente vietati il transito e la sosta in piazza Vittorio Emanuele II e in piazza 19 Marzo. Piazza Vittorio Emanuele II sarà chiusa dalle ore 6 del giorno 27 marzo sino all'8 aprile; parte di piazza 19 Marzo a partire dalle 6 del 25 marzo sino al 10 aprile o comunque sino alla partenza di tutti i caravan, non più tardi del 13 aprile. A richiesta degli interessati, l'ufficio di polizia locale potrà accordare, deroghe e permessi ai divieti. STRADELLA Continua il braccio di ferro tra il comune e la Broni Stradella spa, da una parte, e la logistica Ceva-Città del Libro, dall'altra, per il pagamento della tariffa integrata ambientale (in pratica, la tassa rifiuti). Dall'insediamento della logistica, nel 2010, la società non ha provveduto al pagamento e, ad ogni emissione di fattura, ha sempre risposto con un ricorso alla commissione tributaria provinciale. Nelle scorse settimane il comune ha deciso di resistere in giudizio contro la richiesta di annullamento, da parte di Ceva, della fattura del secondo semestre del 2012. La cifra che la Broni-Stradella attende da quasi tre anni è rilevante: si parla infatti di circa 160 mila euro all'anno, per un totale di 300 mila euro. «La Ceva - spiega Franca Poggi, dirigente di Broni-Stradella spa – vorrebbe pagare la Tia solo sulla superficie degli uffici e servizi, pari a circa 1950 mq sui 78 mila totali dei capannoni. Una cifra che ammonterebbe a circa 12-13 mila euro all'anno». Secondo l'azienda, infatti, nella restante parte della logistica, ovvero nei magazzini, si utilizzerebbero degli imballaggi non assimilabili ai rifiuti solidi urbani, che quindi non verrebbero smaltiti nei normali cicli di raccolta. Ma il ricorso per il pagamento della prima rata del 2010 e del primo semestre del 2011 è stato respinto e la società è stata costretta, come prevede la legge, a pagare i due terzi della fattura. La Ceva ha fatto ricorso alla commissione tributaria regionale, che deve emettere ancora la sentenza. Per le altre fatture, invece, non si è ancora arrivati al primo grado di giudizio e si prospettano tempi molto lunghi per una sentenza definitiva. «E' una vicenda infinita – continua Poggi – anche perchè la cifra accumulata è importante e, in un periodo come questo va a gravare ancora di più sui bilanci della nostra società». Oliviero Maggi