Maugeri, fusione per difendere i conti
Mentre il Consiglio di amministrazione approva il bilancio e gli attuali vertici della Fondazione danno conto della sterzata nella gestione della struttura pavese, la procura di Milano si prepara a chiedere il processo per 17 persone. Tra queste, oltre all'ex presidente di regione Lombardia Roberto Formigoni, accusato di associazione per delinquere e corruzione, ci sono anche l'ex presidente della Fondazione stessa, Umberto Maugeri , e l'ex direttore amministrativo Costantino Passerino (a destra nella foto). I due manager erano stati arrestati ad aprile dello scorso anno nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta distrazione di 73 milioni di euro dalle casse della Fondazione. Denaro che, secondo i magistrati milanesi, sarebbe finito in parte nelle mani dell'uomo d'affari Pierangelo Daccò, e in parte nelle tasche di politici e funzionari della Regione, attraverso un complesso giro di società e c onti esteri. Gli ex amministratori devono rispondere anche di appropriazione indebita: avrebbero trasferito su propri conti circa 10 milioni di euro dei 73 milioni distratti dalle casse della Fondazione. di Maria Fiore wPAVIA Una perdita di 8,1 milioni di euro. Ma un margine operativo lordo – che indica la capacità di produrre reddito – di 31,1 milioni di euro. Numeri che fanno sorride il Consiglio di amministrazione della Fondazione Maugeri, che pochi giorni fa ha approvato il bilancio di esercizio 2012. Numeri che, per i vertici della Fondazione e per il suo presidente Aldo Maugeri, «sono la dimostrazione di conti in ottima salute». Nonostante la bufera giudiziaria, che non si è ancora del tutto placata. Ad aprile del 2012, infatti, furono decapitati i vertici della struttura, con gli arresti dell'allora presidente Umberto Maugeri e del direttore amministrativo Costantino Passerino, accusati di avere avuto un ruolo nella distrazione di 70 milioni di euro dalle casse della stessa Fondazione. Poche settimane dopo gli arresti, l'approvazione del bilancio registrò una perdita di 90 milioni di euro. Un "buco" che, nel giro di un anno, è stato ridotto «attraverso il contenimento dei costi e una razionalizzazione di risorse e strutture, senza taglio agli organici», fanno sapere gli amministratori. Il risparmio, per la precisione, è stato di 12 milioni di euro in sei mesi. Ma non è, questo, l'unico dato che emerge dalla riunione del Consiglio di amministrazione. Il Cda ha anche deciso la fusione della Maugeri con la Fers, la Fondazione europea di riabilitazione e Sport di Milano fondata, nel 1979, dallo stesso Salvatore Maugeri, proprietaria di un immobile a Tradate, di una sede a Milano e del centro medico di riabilitazione di Marina di Ginosa, in provincia di Taranto. Una scelta che, nelle intenzioni dei due consigli di amministrazione, servirà a rafforzare il patrimonio della Maugeri, con un aumento di circa 15,8 milioni di euro del patrimonio netto e di 6 milioni di euro del fatturato. Risultati e scelte che ieri mattina sono stati presentati ai sindacati. «Nei prossimi giorni faremo un'analisi più approfondita dei documenti, ma la prima impressione è positiva, perché prosegue l'opera di risanamento dei conti già avviata – dice Gilberto Creston, della Fp-Cgil –. Sugli aspetti che più ci interessano, che sono quelli dell'occupazione, delle retribuzioni e delle attività dei centri, abbiamo ricevuto rassicurazioni. E' stata anzi manifestata l'intenzione di stabilizzare contratti a tempo determinato se ci saranno necessità in questo senso». L'approvazione del bilancio, infine, consegna un altro dato. Per certi versi più direttamente legato alla situazione di difficoltà che i nuovi vertici si sono trovati ad affrontare a causa dell'inchiesta giudiziaria partita proprio dalla struttura pavese e che ha finito per travolgere anche amministratori e politici della Regione Lombardia. Nel bilancio approvato dal Cda sono stati accantonati 4,3 milioni di euro «in considerazione del possibile esito negativo di contenziosi in corso». Altri 9,4 milioni di euro sono stati invece messi da parte per gestire la situazione di incertezza che potrebbe «derivare dalla restrizione delle risorse della Regione Lombardia per la remunerazione di prestazioni sanitarie». Quindici milioni di euro, dunque, che voci interne alla Fondazione smentiscono debbano servire anche come paracadute finanziario per l'inchiesta giudiziaria in corso. Certo è, però, che il contenzioso con la procura di Milano non ha ancora trovato una soluzione. La Fondazione Maugeri, infatti, tirata in ballo, attraverso la legge 231, sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, è pronta a patteggiare. E per questo ha messo a disposizione di una eventuale confisca circa 30 milioni di euro, che è il valore degli immobili non funzionali, cioè non legati direttamente all'attività sanitaria. Ma sull'offerta non è stato ancora trovato un accordo con la procura. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA