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di Fabrizio Merli w PAVIA «Una sala giochi di fianco al vescovado sarebbe uno sfregio alla città». A dirlo, tornando a sollevare l'ipotesi di slot machines e videopoker in piazza del Duomo, è il consigliere comunale del Pd, Francesco Brendolise, con una instant question. Ma dal Mezzabarba arriva la risposta: sino ad ora nessuna domanda per una attività che, in ogni caso, sarebbe in contrasto con il regolamento di polizia urbana. Dell'ipotesi si era già parlato alcune settimane fa. I locali lasciati liberi da una banca, si diceva, potrebbero essere utilizzati per l'apertura di una sala giochi con le "macchinette" che fanno, di Pavia, la capitale nazionale del gioco d'azzardo per quota procapite di spesa mensile. «La notizia – scrive ora Brendolise – se confermata sarebbe di una gravità inaudita, poichè la sala giochi sarebbe collocata davanti alla Cattedrale di Pavia, a fianco del vescovado e a pochi metri dal centro di aggregazione per anziani Rovelecca. Sarebbe uno sfregio alla città e alla sua sensibilità civile e religiosa». Brendolise chiede al sindaco e alla giunta di avere notizie circa la prossima apertura del locale. E conclude sottolineando che l'eventuale avviamento verrebbe fatto in spregio alla sensibilità della comunità pavese, comunità dalla quale sta scaturendo un forte movimento di contrasto a questo tipo di attività, movimento di contrasto sostenuto in particolare da monsignor Vescovo e da parecchie associazioni laiche e cattoliche». L'amministrazione comunale, però, smentisce che vi sia una domanda tesa ad ottenere il permesso di aprire una sala giochi in quel punto e sottolinea che, comunque, ciò non potrebbe avvenire. Lo dice l'assessore al commercio, Pietro Trivi: «In seguito all'instant question abbiamo chiesto agli uffici di fornirci tutte le informazioni in loro possesso. Allo sportello unico per le attività produttive non risulta nessuna pratica avviata da imprese che vogliano gestire un'attività del genere in piazza Duomo, nè il comandante della polizia locale ha notizie in questo senso». L'assessore aggiunge: «In ogni caso, la dislocazione di una sala giochi in quel punto non sarebbe possibile, perchè sarebbe in contrasto con gli articoli 71, 72 e 73 del regolamento di polizia urbana». L'articolo 71 prevede cge «la distanza minima di ciascuna sala giochi, sala scommesse od esercizi dedicati algioco con apparecchi denominati videolottery da scuole di ogni ordine e grado compresa l'università e i collegi e le residenze universitarie, ospedali, case di cura, case di riposo, camere mortuarie e cimiteri, luoghi destinati al culto (...) è fissata in metri 500 misurati sul percorso pedonale pubblico più breve».