Marotta: «Conte a lungo con noi ma il clima è davvero pessimo»
TORINO Tanto per cambiare, tiene banco, ancora una volta, il calcio non giocato, rispetto a quello giocato. Beppe Marotta sottolinea che «la situazione sta degenerando». I toni sono più pacati di quelli usati da Conte, ma la sostanza non cambia. L'ad bianconero si riferisce ai lanci di pietre e bastoni cui il pullman della Juventus viene sottoposto ormai sistematicamente, perché la «civilissima Bologna», come l'ha definita Conte, non è mai stata una sede infuocata di tifo nemico come Firenze, Roma e Napoli, gli avversari storici della Juventus. «A ogni trasferta veniamo scortati da blindati della polizia come se fossimo in guerra – spiega Marotta –. ma non tutto è riconducibile solo al tifo: è una questione di educazione e cultura». Scontata la difesa di Conte: «Si è trattato di piccoli gesti di libertà da tollerare. La sua è stata un'esultanza rivolta solo alla nostra gente senza assolutamente mancare di rispetto agli avversari». Il guaio è, però, che da questa arrabbiatura è uscita anche, ripetutamente, una esternazione preoccupante per gli juventini, quando Conte, scoraggiato, si è sfogato dicendo che per stare tranquillo un allenatore può solo andare all'estero. Marotta non ha dubbi: «Sono certo che nei prossimi anni lo avremo ancora con noi».