Centro commerciale il costruttore contro Provincia e Comuni

La lunghissima storia del centro commerciale di Borgarello comincia nel 2000, quando la società proponente presenta in Comune il progetto. Che viene poi illustrato, ufficialmente, alla Camere di Commercio di Pavia. Impossibile poi contare tutti i passaggi fino alla conferenza di servizi in Regione, nel 2011 ,che concede il via libera definitivo. Il tutto, sempre, è accompagnato da polemiche roventi. L'eco del centro commerciale di Borgarello è arrivato persino alla Camera, due anni fa, con un'interrogazione contro l'ex commissario prefettizio Michele Basilicata. Lo scorso anno il ministero dell'Interno, però, ha riconosciuto la correttezza del suo operato. di Giovanni Scarpa wBORGARELLO Centro commerciale, la società impugna davanti al Tar la decisione della Provincia di rinviare a giugno la discussione sulla viabilità. Ed è pronta a chiedere i danni (40 milioni) non solo a piazza Italia, ma anche a tutti quegli enti che l'8 gennaio scorso sedevano al tavolo della prima conferenza di servizi: Provincia, appunto, ma anche Comune di Pavia, Comune di Borgarello, Parco del Ticino e Consorzio Villoresi. Non solo. Gli avvocati "avvertono" anche tutte le associazioni del territorio da sempre contrarie all'apertura del punto vendita (da Legambiente a Italia Nostra)che non saranno più tollerati ulteriori pretestuosi ritardi. Il tono del ricorso è durissimo. Prima di tutto si ricordano «i 15 mesi e le 3 reiterazioni della domanda di indizione della conferenza di servizi» prima del fatidico 8 gennaio 2013. E proprio «in tale seduta», la Provincia ha però subito «richiesto ed ottenuto, con il consenso dei partecipanti, l'interruzione dei lavori, differendone il riavvio a data non definita». Il che, proseguono i legali della Progetto commerciale, determina «un danno per la ricorrente». Non si parla di cifre nel ricorso, ma il legale rappresentante della società, Costantino Serughetti, ha sempre parlato di circa 40 milioni di euro. Cifra che Serughetti conferma. «Siamo costretti a prendere questa posizione per tutelarci –spiega –. E' un atto dovuto perchè un domani qualcuno potrebbe anche dire che noi, anzichè altri, non abbiamo adempiuto agli obblighi pubblici assunti in Regione nel 2011». E cioè l'impegno a realizzare la viabilità alternativa all'ex statale dei Giovi, in particolare la nuova tangenziale da Certosa a Pavia. Che passa però dall'autorizzazione provinciale. Gli avvocati giudicano «inconsistenti e avulse dal perseguimento dell'interesse pubblico» le considerazioni che hanno portato Provincia, Comune di Pavia e di Borgarello, oltre a Parco del Ticino e Villoresi a far slittare di nuovo a data da destinarsi la seconda conferenza di servizi. Un'accusa durissima anche allo stesso presidente della Provincia, Daniele Bosone. «La Provincia – si legge nel ricorso – nella persona del presidente, ha subito proposto la sospensione di ogni attività istruttoria. Non si è riusciti neppure ad esporre la presentazione grafica». Dalla furia degli avvocati si salva solo il Comune di Certosa, l'unico a non aver votato per la sospensione. «Sono sorpreso – dice ora il presidente Bosone –. Si era deciso di rivederci a giugno dopo le elezioni comunali a Borgarello e la nomima del sindaco. Se la società ritiene di tutelare i propri interessi così, faccia pure». «Noi siamo contro il porgetto – dice invece il sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo – ma il muro contro muro non serve a nessuno».