«Il Patto stabilità ci strozza» I piccoli Comuni sono in crisi

PIEVE DEL CAIRO Il Comune di Pieve del Cairo resta ai blocchi di partenza dopo aver constato che il Patto di Stabilità non ammette tassi di indebitamento pubblico oltre il 4 percento; e quello di Pieve è già oggi fissato al 8,1%. Insomma, già al terzo mese dall'entrata in vigore del Patto di Stabilità anche per gli enti locali con un numero inferiore di 5mila abitanti, Pieve va in asfissia in materia di investimenti. Il sindaco Paolo Ansandri ammette: «Siamo al palo ancor prima di cominciare. In aprile approveremo il bilancio consuntivo 2012 che ha i conti in regola. Ma è sul futuro che abbiamo i timori maggiori, tanto più che anche noi saremo stritolati, per la prima volta, da una normativa che, in sede governativa, tutti criticano ma che nessuno alleggerisce». Ansandri aggiunge: «Al primo anno di applicazione per il nostro Comune, abbiamo constato i troppi vincoli che pesano sulla nostra attività e sui bisogni della gente. L'Anci lo ha detto chiaramente: se non si allenterà la morsa, i comuni dovranno sforare il patto pur di rispondere i reali bisogni delle loro comunità. E noi sindaci della Lomellina saremo in prima fila alla marcia di protesta che si terrà a Milano il 21 prossimo». E intanto? A Pieve del Cairo si è «congelato» ogni proposito. Un solo appalto in vista, al cimitero, con un investimento in due tempi per 205 mila euro. Ma Paolo Ansandri precisa: «Non ci si illuda. Se non avessimo contratto il mutuo nell'autunno del 2011, l'ampliamento al cimitero non sarebbe stato possibile. Avremmo rischiato di portare i nostri defunti da seppellire nei cimiteri fuori Pieve in attesa dell'ampliamento». Ed invece nasceranno 25 loculi e 4 cappelle: l'emergenza-cimitero è superata ma il resto dei programmi resta congelato. Ma che cosa è il Patto di Stabilità? Ai Comuni viene imposto un vincolo rappresentato da un importo, cosiddetto saldo obiettivo di patto, che è la risultanza di una somma algebrica tra entrate e uscite di parte corrente - calcolate come competenza e quindi non nel momento in cui si verifica il flusso di pagamento ma nel momento in cui nasce il costo o l'entrata – e le entrate e le uscite di conto capitale, ovvero quelle che servono per gli investimenti – calcolate in questo caso per flusso di cassa. Tra le entrate di conto capitale non si calcolano gli importi che entrano nel bilancio per effetto dell'indebitamento annuo: in parole semplici, non si contano i mutui accesi dal Comune per gli investimenti sul territorio. Mettendo a confronto questi due macro saldi si ottiene il saldo obiettivo reale che deve rispettare i vincoli imposti dal governo(p.c.)