Tutor, lacrime e debiti L'altra faccia delle multe
di Giovanni Scarpa wBEREGUARDO C'è chi ha dovuto rinunciare ad andare a trovare il figlio. Chi, invece, ha dovuto chiedere un prestito. Chi, infine, ha ripreso a fumare dopo anni. Sono solo alcuni degli effetti del tutor di Bereguardo su alcuni automobilisti, molti dei quali hanno ricevuto anche 40 contravvenzioni in meno di due mesi. Spese folli da sostenere per un lavoratore. Perchè il comune denominatori dei tartassati è proprio questo: tutti percorrono la provinciale per andare a lavorare. Impiegati, artigiani, commercianti. Precari anche. Uno di questi abita a Torre d'Isola. Occupazione saltuaria, non più giovanissimo, e 32 contravvenzioni da pagare, pari a circa 2 mila euro. «Quando va bene, io ne guadagno 1800 – racconta –. Tutte le mattine fai la stessa strada, torni indietro alla sera tardi. Fatichi ad arrivare alla fine del mese. Poi, un bel giorno, il postino ti notifica un pacco che non finisce più di multe. Avete idea di cosa significa riceverne 32?». Inizi a fare i conti, fino a scoprire che devi al Comune di Bereguardo molto di più di quello che guadagni in un mese. «Era dicembre – ricorda –. Una delle prime rinunce che ho dovuto fare è andare a trovare mio figlio che vive in un'altra città per Natale». C'è chi racconta di aver pianto. E di aver visto gente piangere davanti agli uffici della polizia locale. Altra storia, altro precario. Fa l'insegnante, ha 35 anni e viene dal Basso pavese. Lavora nel Magentino. La provinciale di Bereguardo è un passaggio obbligato. «Risultato – racconta – ho preso 850 euro di multa. Su uno stipendio di 1500 si sentono eccome». Non solo persone, ma anche aziende. Ad una società sono arrivati trenta verbali in una sola volta, per un totale di oltre tremila euro. «Con la crisi che c'è, di questi tempi anche una spesa extra di questo tipo può voler dire tanto» dice l'avvocato Anna Fassardi, che per Federconsumatori sta assistendo decine di automobilisti disperati. Perchè la parola giusta è proprio questa:disperazione. Come un barista di Pavia, che dopo pacco di contravvenzioni ha iniziato ad avere problemi di salute. «Io ho ripreso a fumare dopo anni quando ho visto che dovevo pagare duemila euro di multe» spiega una signora di Motta Visconti. Insomma, l'impatto psicologico non è secondario. «La cosa più assurda –dice ancora l'avvocato Fassardi – è che la sanzione è aumentata di un terzo alla mattina presto e alla sera tardi». Vale a dire, la categoria più colpita è quella dei lavoratori.