Debutto in parlamento per Orellana 52 voti

di Gabriele Conta wPAVIA Ieri è stato lui il più votato, raccogliendo 52 voti e facendo risuonare altrettante volte il suo nome nell'emiciclo del Senato. E' Luis Alberto Orellana, 51enne nato a Caracas ma da 30 anni residente a Pavia, il candidato del Movimento cinque stelle alla presidenza di Palazzo Madama. E ieri, durante l'insediamento delle Camere per l'inizio della 17esima legislatura, il nome dell'ingegnere pavese è stato quello che ha raccolto più consensi per ricoprire la seconda carica dello Stato italiano. «Non ho sentito Grillo», ha dichiarato Orellana ai giornalisti prima di entrare in aula. «Gli apprezzamenti di Vendola fanno piacere», ha aggiunto poi l'ingegnere pavese. Ieri infatti il leader di Sel ha aperto ai grillini, auspicando una scelta in favore di un candidato appartenente al Movimento cinque stelle per la Camera. Ma ieri da Montecitorio e da palazzo Madama è salita una fumata nera, e i presidenti di Camera e Senato non sono stati eletti. A determinare questo risultato sono state le tantissime schede bianche, oltre 200, raccolte durante tutte le votazioni di ieri. Pd, Pdl e montiani infatti non hanno indicato nessun nome. E così il neo senatore grillino è risultato il più votato. Ma perché, su 54 senatori grillini, Orellana ha ricevuto soltanto 52 preferenze? «Perché lui stesso non si è votato – spiega il capogruppo del Movimento 5 stelle Vito Crimi – e la senatrice Mangili, dimissionaria, non era presente a palazzo Madama». Gli altri commenti alla giornata di ieri Orellana gli ha affidati a Twitter: prima di prendere un caffè («che costa 75 cent», ha scritto il 51enne pavese sul social network) e di andare a pranzare alla mensa dei lavoratori del Sentato, Orellana aveva commentato così il saluto che palazzo Madama ha tributato al nuovo papa. «Non ho capito il senso del riferimento al nuovo pontefice – ha scritto il 51enne pavese su Twitter – della cui elezione ho gioito ma che nulla ha a che vedere col Senato». E proprio il fatto che molti grillini siano rimasti seduti mentre tutto palazzo Madama si alzava in piedi per un lungo applauso a Papa Francesco ha fatto arrabbiare Gianmarco Centinaio, altro neo senatore pavese. «L'ho trovato di pessimo gusto», dice l'ex vicesindaco di Pavia dai banchi della Lega Nord. Per il resto, invece, il "primo giorno di scuola" è stato tutto un susseguirsi di emozioni. «Quando è stato il mio turno di alzarmi per andare a votare ero così agitato che quasi sono caduto», racconta divertito Centinaio. Emozionati anche i neodeputati Alan Ferrari e Chiara Scuvera. «E' un grande onore e un grande orgoglio essere qui», ha detto il segretario provinciale del Pd. @GabrieleConta ©RIPRODUZIONE RISERVATA