Case popolari raddoppiati i ricorsi sulla graduatoria

di Anna Ghezzi wPAVIA Case popolari, raddoppiati i ricorsi sulla graduatoria provvisoria delle case popolari. «Quest'anno i ricorsi sono stati 59 – dicono dall'Ufficio casa – l'anno scorso erano stati circa 25. Ci sono stati tanti sfratti dopo la scadenza del bando, vengono fatti valere per acquisire punteggio. Oppure ci sono invalidità che al momento della presentazione della domanda non erano ancora state riconosciute e valgono altri punti». Non tutti gli sfratti esecutivi permettono di accedere a punteggio supplementare e avanzare di qualche posto in graduatoria: «Vale solo nel caso di affitto oneroso, ovvero se il rapporto tra reddito e affitto è insostenibile», spiegano. Inoltre l'inquilino deve dimostrare di avere pagato l'affitto finché poteva, e che poi per la perdita del lavoro o altri fattori non ha più potuto farlo. «Si parla di morosità incolpevole _ spiega l'assessore ai servizi sociali Sandro Assanelli _ in questi casi. Spesso gli sfrattati pagano affitti dai 500 agli oltre 700 euro. Nemmeno con uno stipendio da 1000 euro potrebbero pagarli, ma sono soprattutto persone che non hanno lavoro da oltre un anno e mezzo». La graduatoria definitiva sarà pronta a fine marzo: «Siamo consapevoli che anche solo il numero dei ricorrenti è superiore al numero di alloggi da assegnare a canone sociale, che per il 2013 dovrebbero essere 50 più i 14 a canone moderato. E sono 892 gli aventi diritto alla casa _ spiega ancora Assanelli _ Stiamo preparando un'ulteriore verifica degli appartamenti disponibili con Aler, per vedere se se ne potranno assegnare altri». Da un anno e mezzo, inoltre, l'assessorato ai servizi sociali sta cercando un modo per risolvere il problema degli alloggi inagibili, che non possono essere assegnati: «Mancano i fondi per ristrutturare sia per le condizioni in cui vengono lasciati gli alloggi, sia perché con l'aumento della morosità degli inquilini dal 20 al 40% vengono meno i fondi per le ristrutturazioni. Per questo è sempre più urgente trovare un modo di concordare un regolamento che permetta, a chi è in graduatoria e lo vuole, di ristrutturarsi da sé gli appartamenti, in cambio di uno sconto del canone pari all'importo che il Comune, o Aler, avrebbe dovuto sborsare per farlo in prima persona». Un meccanismo che funziona con le associazioni: «Con i privati è più complicato _ spiega Assanelli _ stiamo cercando una soluzione, ma deve essere concordata con i sindacati e percorribile dal punto di vista della normativa».