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strade e buche / 1 Più garanzie e controlli sulle asfaltature nChe le strade della provincia di Pavia facciano schifo, piene come sono di pericolose buche, è un dato certo. Succede così tutti gli anni, quando gela e quando non gela, quando piove troppo e quando piove poco. Vale a dire sempre. Si sfasciano sospensioni dell'auto, vengono sparati sassi che fracassano parabrezza, qualche veicolo finisce fuori strada, forse perchè pensa di trovarsi più a suo agio in un fosso. Che oltre agli automobilisti anche i sindaci elevino al cielo alti lai, che si rivolgano al presidente della Provincia pro tempore (nel caso inverno/primavera 2013 Daniele Bosone, il quale dice che vorrebbe ma non ha soldi, ci sia o non ci sia il patto di stabilità), che poi venga coinvolto il Prefetto, che ad abundantiam si convochino anche rappresentanti della Regione, anche questo è un dato certo. E' un rito e come tale va celebrato ogni anno. A fronte di tutto questo forse è il caso di andare a vedere quali miracolosi accorgimenti vengono adottati dai costruttori di nastri d'asfalto in paesi dove piove e gela più di quanto non succeda da noi. Chiunque si avventuri fino all'estremo nord del nostro continente inevitabilmente scoprirà che i manti stradali sono quasi ovunque lisci come biliardi, che i rappezzi sono rarissimi e, se assumerà informazioni, scoprirà che quelle strade non sono state costruite il mese precedente ma molti, ripeto molti, anni prima e quindi hanno attraversato pressochè indenni inverni, primavere, estati e autunni. Da questo assioma, buche da noi e strade belle dove di buche dovrebbero essercene di più, discende un sistema di corollari. Il primo è che quando si appalta la costruzione di una strada forse è il caso di invitare imprese che nel loro curriculum possono annoverare anche il titolo di aver realizzato strade di comprovata qualità, escludendo i produttrici di gruviera; il secondo è che se non si vogliono o non si possono invitare imprese del nord Europa, i responsabili degli uffici tecnici dei nostrani enti costruttori delle strade dovrebbero farsi mandare dai loro colleghi di quelle algide terre i capitolati d'appalto e che questi, una volta tradotti ufficialmente Tribunale, dovrebbero essere copiati pedissequamente; il terzo è che a opera eseguita devono essere seriamente eseguite tutte le verifiche di avvenuto rispetto contrattuale del capitolato d'appalto. Se ricordo bene i particolari di una vicenda di molti anni or sono, riguardante sempre la manutenzione delle strade della provincia di Pavia, una vicenda della quale mi ascrivo il merito di aver acceso la miccia che la fece esplodere e che finì con commissariamenti ed inchieste della magistratura, le verifiche vanno fatte con carotature, cioè con prelievi di campioni del manto stradale per accertare lo spessore dello stesso nonché la composizione e qualità dei materiali. Oggi il quadro è certamente diverso e certamente vengono compiuti i doverosi controlli. Quindi per evitare le buche, i danni, le lamentazioni, le riunioni di enti vari basterà metter mano ai capitolati d'appalto per l'asfaltatura ex novo e l'ordinaria manutenzione delle nostre strade. Proviamo. Giuseppe Rossetti strade e buche / 2 Il drammatico stato della provinciale 193 nPorto nuovamente all'attenzione dell'assessore provinciale Visponetti la situazione, ormai sempre più drammatica, in cui versa la sp 193. La strada è diventata impraticabile, le voragini si sono moltiplicate, ci sono tratti in cui l'asfalto manca o è completamente ceduto. Ogni giorno sono costretta a percorrere la provinciale a 40 km/h schivando le buche, invadendo la corsia opposta, frenando di colpo (con il rischio di tamponamenti) perché davanti a me si pone una scelta: prendere le innumerevoli buche profonde o rischiare un frontale con un altro mezzo? Mi chiedo quanto dobbiamo aspettare ancora per vedere una strada degna di questo nome. Sono anni che versa in condizioni disastrose e nulla si è fatto. Il taglio di 25 milioni di euro all'Amministrazione provinciale di Pavia non è una giustificazione tollerabile quando c'è di mezzo la vita dei cittadini inoltre, nemmeno in un passato più florido dell'attuale, si è fatto nulla per migliorare la situazione. Mi auguro che la soluzione non sia quella di abbassare ulteriormente il limite di velocità! Inviterei l'assessore a percorrere con la propria auto la Provinciale 193 nel tratto che va dal comune di Pieve Porto Morone alla ex S.S.234, chiaramente a 50 km orari, e in seguito commentare insieme le sue opinioni. Monica Piantoni strade e buche / 3 Il mio zig-zag verso Landriano nSulla Provincia pavese ho letto vari articoli riguardanti le strade pietose cui versano sul territorio pavese, alle quali vorrei aggiungere anche l'ex statale 412, e precisamente sul territorio di Landriano. L'ex statale, sta diventando un vero e proprio gruviera. Pericoloso non solo per le buche ma anche per chi arrivando dalla parte opposta, per schivare le buche sul suo percorso, devia improvvisamente, invadendo l'altra corsia e mettendo in difficoltà gli automobilisti. La Provincia da poco ha posizionato un autovelox a Landriano, affermando che lo ha fatto non per fare cassa ma per la nostra sicurezza, ma visto che ci tengono così tanto alla nostra vita, sicurezza vuol dire anche strade sicure, sulle quali non bisogna fare zig-zag per evitare buche o quant'altro. Proprio questa ex statale 412 in autunno venne asfaltata, non totalmente ma a strisciate, e ora se ne vedono gli effetti disastrosi. Infatti, la parte asfaltata, regge bene mentre l'altra é piena di buche. Tutto questo per risparmiare e ora, affermano alla Provincia, che non ci sono soldi per asfaltare e rattopperanno solamente le buche. Così, alle prossime piogge, saremo da punto a capo e i problemi diventeranno sempre più complicati e costosi. Fabrizio Tellini SCUOLA Perchè il bicchiere è sempre mezzo vuoto? nNon è mia abitudine esprimere pubblicamente esternazioni, ma la lettera al direttore del 9 marzo firmata da Cristina Bruzzo, presidente del Coordinamento Genitori Democratici, mi ha portato a una triste riflessione. Più che democratica, mi definisco un genitore, una mamma "attiva" di due ragazzi di 8 e 11 anni e tengo molto alla distinzione perché l'educazione e crescita dei miei figli, così come quella degli altri, credo debba essere un sentimento condiviso e trasversale, scevro da terminologie atte ad escludere automaticamente dalla democraticità chi la può pensare in maniera differente. Secondo punto: la critica è libera e tale deve rimanere per un miglioramento generale delle nostre condizioni di vita. Credo che l'Amministrazione comunale di Pavia, come tutte, possa aver commesso degli errori che è giusto sottolineare, ma da mamma partecipo in maniera silente, non per questo con cecità, a molte iniziative poste in atto dal Comune verso i genitori ed i ragazzi. Nel mio piccolo li vedo come momenti e luoghi di aggregazione e socialità, individuati in pomeriggi al cinema, mostre, incontri culturali, concorsi scolastici. Ultimo punto: esiste un problema slot in città. Vero. Esistono però anche iniziative, come quella citata dalla signora Bruzzo, mirate alla prevenzione, alla consapevolezza e alla sensibilizzazione. Giuste le critiche, ma perché farle in un momento in cui sarebbe opportuno vedere il bicchiere mezzo pieno piuttosto che mezzo vuoto? A questo punto mi domando cosa potrà essere mai detto in quelle città, provincia compresa, dove permane una situazione critica senza che se ne dibatta o che venga mosso un dito. AnnaLaura Crosetti pavia L'Università: da noi nessuna perquisizione nIn riferimento all'articolo pubblicato su "La Provincia pavese" del 13 marzo 2013, in prima pagina, con il titolo "Università, nuovi sequestri", e ripreso a pag. 16 con il titolo "Sequestrati tutti i progetti di Bugatti", l'Università di Pavia smentisce categoricamente che in data 12 marzo sia stata effettuata una perquisizione all'Università di Pavia, disposta dalla Procura di Pavia o da qualsiasi altra Procura della Repubblica. Non corrisponde al vero, quindi, quanto scritto nell'articolo, secondo cui "la polizia giudiziaria ha perquisito l'ufficio che fu del docente ...". Università di Pavia Il termine "perquisizione" è stato in effetti usato in maniera impropria, trattandosi piuttosto di una acquisizione di documenti di natura contabile chiesti e messi a disposizione della procura. Risulta, comunque, del tutto confermato un accesso della polizia giudiziaria nel Dipartimento di Ingegneria che fu sotto la gestione del docente Angelo Bugatti, indagato per la vicenda di Punta Est. (m. fio.) precisazione Imprese "cessate" ma più vive che mai nPer uno spiacevole errore di interpretazione dell'elenco richiesto alla Camera di Commercio per capire in che modo la moria di aziende colpisce la nostra provincia, nella "Mappa della crisi" pubblicata giovedì 14 alle pagine 22 e 23 sono finite, insieme ad aziende in liquidazione ed effettivamente in crisi, anche imprese che risultavano nell'elenco delle cessazioni solamente per ragioni "tecniche" - trasferimenti di sede, cambiamenti nella ragione sociale o nell'assetto societario - ma che, nella realtà dei fatti, continuano regolarmente la loro attività. L'equivoco in particolare si è ingenerato con Sistema, Degiorgi, Bordoni, Fierre, Camiceria Varesi, ElleBi, Risiko srl. Ce ne scusiamo con le aziende interessate e con i lettori.