Lirica al Martinetti Stasera va in scena la Traviata di Verdi

GARLASCO La lirica arriva stasera al teatro Martinetti grazie alla rappresentazione, sia pur in forma semiscenica e con la parte musicale affidata solo al pianoforte, a un violino e a un violoncello, di una delle opere più famose e amate del repertorio italiano, "La Traviata" di Verdi. L'allestimento del melodramma è firmato dal regista di Bruno Pestarino che si è avvalso della collaborazione di Ilaria Lucille De Santis. Le coreografie sono di Marilina Piemontese per il corpo di ballo Academy. In scena un cast composto da Anna Delfino (Violetta Valery), Giovanni Manfrin (Alfredo Germont), Giorgio Valerio (Giorgio Germont), Simona Marinetti (Flora), Ilaria Lucille e Santis (Annina), Cherubino Boscolo (Gastone), Carlo Checchi (barone Douphol) e il coro Giuseppe Verdi. La parte musicale, dicevamo, è affidata al pianoforte di Andrea Albertini, al violino di Livia Hagiu e al violoncello di Claudio Giacomazzi. Sul podio Enzo Consogno. Sipario ore 21.15, biglietti a 25 e 20 euro. "La Traviata", opera in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave, tratto dalla pièce teatrale di Alexandre Dumas (figlio) La signora delle camelie; fa parte della "trilogia popolare" assieme a "Il trovatore" e a "Rigoletto".Le vicende della prostituta Marguerite Gautier descritte da Dumas si rifanno alla storia vera di Alphonsine (detta Marie) Duplessis, una ragazza conosciuta personalmente da Dumas e morta giovanissima. La prima rappresentazione della "Traviata" avvenne al Teatro La Fenice di Venezia il 6 marzo 1853 ma, a causa soprattutto di interpreti non all'altezza e della scabrosità dell'argomento, si rivelò un sonoro fiasco; ripresa l'anno successivo con interpreti più validi, riscosse finalmente il meritato successo. Fra i passaggi più popolari dell'opera, l'invocazione di Violetta Amami, Alfredo, il famoso brindisi Libiamo ne' lieti calici, la cabaletta Sempre libera degg'io, il concertato finale del secondo atto, l'aria Addio, del passato e il duetto Parigi, o cara. Curiosità: in molti hanno voluto vedere nella scelta di questo soggetto un avvicinamento alla vicenda personale di Verdi, compagno di Giuseppina Strepponi senza esserne il marito. Un legame mal visto dai più, soprattutto mal digerito dal padre di lei.