Arrivano gli "alieni" primo giorno nel Palazzo

di Maria Berlinguer wROMA «Siamo sopra», «siamo oltre» «stiamo per aprire la scatoletta di tonno», sono le prime battute in diretta postate su Facebook dalla pattuglia di neodeputati grillini. Gli «alieni», così vengono in parte vissuti da chi nel Transatlantico della Camera fa ormai parte della tappezzeria, si presentano una buona mezz'ora in anticipo sulla prima seduta fissata per le 10,30. Emozionati, letteralmente tampinati da telecamere, cronisti e curiosi i parlamentari 5 stelle seguono in fila ordinata la capogruppo a termine, Roberta Lombardi all'ingresso dell'emiciclo di destra rispetto alla presidenza dell'Aula e «occupano» le ultime due file in cima all'emiciclo da sinistra a destra. «Per controllare dall'alto» tutti gli altri. «Mo' so' arrivati questi che ci odiano, ma adesso sono caz... anche loro», commenta un po' cinico un parlamentare, sceso a fumare dopo il primo voto per la presidenza. Ma i «grillini» non sono gli unici «alieni» del primo giorno di scuola della XVII legislatura. Le facce nuove, spesso spaesate, dei neofiti sono tante, soprattutto a sinistra. Chi si conosce si abbraccia calorosamente a prescindere dal partito di appartenenza. Ma, anche tra i giornalisti, i capannelli si formano un po' alla rinfusa. «E' un parlamentare? Chi è? Lo conosci?» ci si chiede in transatlantico. Il debutto in aula è ancora più difficile. Antonio Leone, deputato berlusconiano di lungo corso, presiede la prima seduta per anzianità. E ne approfitta per proporre ai deputati un'agenda piuttosto fitta per una legislatura che non è ancora chiaro quanto durerà. Riforme di ogni genere e tipo. Cita il capo dello Stato e Papa Francesco. I deputati scattano in piedi. Non tutti però. «I 5 Stelle non si sono alzati quando è stato citato il Santo padre» accusa uno zelante parlamentare leghista. «Siamo un Paese laico, non c'è obbligo di alzarsi per il Papa, io mi sono alzato perché gli ho dato fiducia perché è sudamericano»,spiega il grillino Alessandro Battista. In transatlantico sfilano Ignazio La Russa e Renato Brunetta. Quasi si ignorano. Certamente nessuna telecamera li insegue per una battuta. Un capannello si forma invece intorno a Pier Luigi Bersani ma non è il segretario del Pd la novità del giorno. Ovvio. Semmai sono i "giovani turchi" come Matteo Orfini e Stefano Fassina a destare curiosità. Molto ricercati ma spesso ancora ignoti i renziani, una trentina arrivati in aula. Chiusi tablet e pc i grillini sono gli unici sempre presenti in tutte le votazioni. Impiegano il tempo studiando reogolamento parlamentare e Costituzione. Chissà se hanno ascoltato il consiglio di Emma Bonino che ha ricordato come Marco Pannella impose ai pochissimi radicali arrivati a Montecitorio di imparare il regolamento a memoria. «Una noia mortale» commenta un 5 Stelle alla bouvette. Alessandra Mussolini sfoggia dialetto napoletano e corno Swarosky: «E' nu' cornecello per Bersani», spiega. Timidissima avance tra i più giovani deputati. Enzo Lattuca, 25 anni compiuti a febbraio, si presenta alla grillina Marta Grande poco più vecchia di lui. Niente di sensazionale neanche a palazzo Madama. Qui è il 93enne senatore a vita Emilio Colombo a presiedere. Anche lui cita Napolitano e il Papa raccogliendo applausi a metà dai grillini. Colombo riesce però a strappare l'applauso dei 5 stelle quando richiama i senatori Pdl che in aula formano capanelli e vociferano. Assente Silvio Berlusconi è il neo senatore Pier Ferdinando Casini uno dei più noti. Arriva in ritardo saluta con un baciamano Anna Finocchiaro. Poi si intrattiene con Gasparri e Quagliariello. Solo in un secondo momento saluta Mario Monti con un fredda stretta di mano. Con Vannino Chiti e Maurizio Migliavacca, fedelissimi di Bersani, trova il tempo per due chiacchere. Ecco Domenico Scilipoti. Qualche imbarazzo per trovare il posto giusto ed eccolo riprendere dimistichezza con i banchi trotterellare per stringere mani e fare capannelli tra i banchi del Pdl. Non c'è Berlusconi. Tocca a Paolo Bonaiuti il suo portavoce fare gli onori di casa per accogliere Augusto Minzolini, altra matricola al Senato. ©RIPRODUZIONE RISERVATA