La Lectio di Rossi: «Serve più cultura»
PAVIA "Capitalismo fra economia e diritto". Questo è il tema della Lectio Magistralis, tenuta ieri nella sala delle Lauree dell'Università, a palazzo San Felice, dal professor Guido Rossi, giurista di fama internazionale. L'iniziativa, rientra tra le attività organizzate per celebrare i 50 anni della facoltà di Economia, e ha già visto volti e nomi noti del panorama culturale italiano, tenere incontri e seminari, per cercare di trovare sinergie e legami tra il mondo culturale e il sistema economico. «Tornare in questa Università è una gioia – spiega il professor Guido Rossi –. Rivedo i miei vecchi amici del Ghislieri e ricordo gli anni in cui ero un giovane studente». Laureatosi presso l'ateneo pavese durante la prima metà degli anni cinquanta, Rossi, ne diventa poi professore ordinario di Diritto commerciale e arriva a ricoprire negli anni 2000 la carica di presidente di Telecom Italia. Durante l'incontro, oltre a parlare della storia dell'economia e dei personaggi che l'hanno fatta grande, si è discusso anche dell'importanza che il capitalismo ha ancora nei dibattiti, e di come i tassi d'interesse dovrebbero dipendere dal lavoro e non dal mercato della speculazione. «Cultura ed economia – dice il professor Rossi –, sono due discipline che devono essere sempre collegate, da sole non possono fare molta strada. In Italia per una buona economia abbiamo bisogno soprattutto di cultura». Erano tanti gli universitari presenti in aula, per la soddisfazione della professoressa Adele Colli Franzone che ha aperto l'incontro. «Si tratta di un'opportunità fondamentale per i giovani – spiega la docente –, che possono confrontarsi con una grande persona. I ragazzi di oggi, devono aprirsi, svegliarsi e superare le paure per andare a conquistare i loro spazi». Molti erano gli studenti, soprattutto dei primi anni, concentrati sulle parole della Lectio Magistralis. «I tanti parallelismi fatti tra differenti argomenti – spiega Maria Alessandrina, studentessa di Economia –, supportati da esempi concreti e l'excursus storico, sono stati fondamentali per far capire a noi ventenni in che mondo siamo oggi». Alessandro Montagna