Case, prezzi a picco ma Pavia resiste con 2800 euro al mq

PAVIA Calano i prezzi delle case, soprattutto nelle grandi città, ma Pavia e Pavese tengono. Lo dice lo studio dell'Osservatorio sul mercato immobiliare residenziale italiano condotto dal Gruppo Immobiliare.it, fra le più importanti società di settore, secondo cui il prezzo medio su scala nazionale è crollato del 4,2%. Ma a Pavia il dato oscilla fra lo 0,2 %del secondo semestre 2012 e lo 0,1 dei primi mesi del 2013. In pratica invariato. Anzi, a gennaio il costo al metro quadrato e tornato a salire toccando quota 2819 euro. Anche se a febbraio si è scesi al minimo, vale a dire a 2798 euro al mq. «Nei Comuni con oltre 250 mila abitanti la contrazione è stata del 6,5%, quasi doppia rispetto al – 3,8 registrato nei centri con meno di 250 mila residenti» spiega Guido Lodigiani, direttore dell'ufficio studi di Gruppo Immobiliare.it. In Lombardia la forbice oscilla fra l'1,5 e il 2,8 % in meno per quanto riguarda i prezzi. Altro dato nazionale. Al Sud i prezzi medi crollano, raggiungendo il 7% in meno, mentre al Nord si attestano sul 5 . Al Centro, infine, i prezzi sono diminuiti del 3,3%. A Pavia la media fra 2010 e 2011, seppure in calo, conferma un prezzo al metro quadrato. Nel Pavese il prezzo medio è attorno ai 2399 euro, contro i 1431 della Lomellina e i 1370 dell'Oltrepo. Il calo più vistoso nel 2012 si è registrato nel Pavese, con -2,2. Ma c'è un altro aspetto che spicca. A risentire di più della crisi sono le compravendite. In questo caso il calo delle domande si è attestato a livello nazionale (ma il dato è grosso modo confermato anche in provincia di Pavia) attorno al 15% in meno, mentre gli affitti fanno segnare un meno 11% . Segno che gli italiani, popolo restio a concedere in affitto le proprie case, stanno lentamente cambiando idea. Complice, naturalmente, crisi e tasse sempre più esose. Il Gruppo Immobiliare, infine, ha notato un'altra tendenza che in questi ultimi 5 anni si è invertita: non c'è più l'esodo verso la campagna che nel decennio precedente ha registrato il boom villette in tutto il Pavese, soprattutto verso Milano (come Borgarello, Vellezzo Certosa, Battuda). E c'è un motivo. «I giovani non hanno lavoro, quindi non si sposano, restano a casa e non hanno esigenze abitative – spiega Lodigiani –. Nelle periferie delle grandi città, le cooperative costruiscono a basso prezzo. 2/300 euro di differenza rispetto all''hinterland. Quindi, a parità di servizi, si preferisce restare in città».(g.s.)