Incidenti, filmati e storie la polizia stradale in classe
di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA I loro coetanei che ciondolano e bofonchiano parole incomprensibili al microfono delle "Iene", prima di soffiare nel palloncino dell'alcoltest della polizia, li fanno sorridere. Chi di loro non è stato in discoteca fino alle 4 almeno una volta? Chi non ha bevuto un cocktail o qualche chupito "di rigore", tutto d'un fiato? Ma il silenzio nella 4C del Bordoni cala quasi spettrale quando partono le immagini di un nuovo video. Una storia raccontata riavvolgendo il nastro. La polizia stradale che suona a una porta, un padre che si dispera, un telo bianco sull'asfalto da cui spunta unascarpa da ginnastica, un ragazzo che urla incastrato tra le lamiere dell'auto. Ben poco è lasciato all'immaginazione. E spunta anche un clip - nella trama tragica della storia - un frammento girato in auto da uno dei quattro amici con il cellulare. Non sa che sta documentando gli ultimi istanti prima dello schianto. Il sovrintendente Francesco Cecchini Proietti riaccende la luce. L'assistente Marco Monti ferma il pc. E in classe ci sono solo facce cupe. Emozioni da montagne russe per gli studenti che seguono il corso sulla sicurezza stradale che anche quest'anno la polizia stradale di Pavia porta nelle scuole superiori della provincia. Ha già fatto tappa al Cossa, al Cardano, ieri al Bordoni. Si chiama "Icaro" ed è un progetto nazionale voluto da Polizia di Stato, Ministero dell'Istruzione, Università La Sapienza di Roma e Ania (associazione compagnie assicuratrici) per fermare le stragi sulle strade: 16 morti al giorno, 3860 all'anno. La provincia di Pavia è in controtendenza: 509 incidenti nel 2012, 18 persone che hanno perso la vita contro le 35 degli anni precedenti. Tutor stradali, autovelox , alcoltest funzionano da deterrente. Ma gli incontri nelle scuole servono a crescere generazioni più consapevoli. Servono a fare prevenzione. I due tutor del progetto, inviati sul campo tra i giovani dal comandante della Stradale Maddalena Rebai, non snocciolano norme del codice della strada, non impartiscono divieti. «E' stato scelto un approccio emozionale – spiega il sovrintendente Proietti – che colpisce nel segno in modo più efficace. Entriamo nelle classi da anni e questo nuovo modo di parlare ai giovani, con video e storie vere, ha un forte riscontro». Filmati, incursioni nel centro di unità spinale di Montecatone dove i ragazzi sopravvissuti raccontano la loro vita in sedia a rotelle, storie vere e simulazioni, che i due tutori portano avanti con piglio sciolto, catalizzano l'attenzione dei ragazzi. Non vola una mosca nelle classi, confermano i docenti . Ma anche i ragazzi hanno scritto lettere alla polizia stradale per ringraziare i tutor: «Avete fatto centro, ci siamo sentiti toccati, coinvolti. E' cresciuta in noi la consapevolezza di avere in mano la nostra vita e staremo attenti a non farcela fregare».