Città europea dello sport Anche Pavia è in corsa
La visita della delegazione Aces è cominciata mercoledì alle 18.30 alla Canottieri Ticino, per proseguire ieri: la mattinata è cominciata al campo Coni, per proseguire con le tappe al palazzetto dello sport e alla piscina comunale di via Folperti. Quindi la commissione che dovrà valutare la candidatura di Pavia si è spostata in via San Giovanni Bosco per visitare l'impianto e la struttura dell'oratorio Don Bosco dei Salesiani, e poi allo stadio Fortunati e alla Battellieri Colombo, per terminare la prima parte della giornata al Club vogatori. Nel pomeriggio il programma prevedeva nell'ordine queste tappe: Motonautica, le due strutture del Cus a Ticinello (per il canottaggio) e alla palestra di via Bassi, quindi al Palabianchi e alla Nuova Folgore. Alle 18 si è svolto il saluto al mondo sportivo in una sala consiliare gremita: c'erano i rappresentanti di tutte le discipline. Conclusione oggi con le visite a Ginnastica Pavese, San Mauro, Tennis club, Campus Aquae e Cassinetto. di Luca Simeone wPAVIA C'è anche Pavia tra le città che si candidano a diventare per il 2014 «città europea dello sport», un riconoscimento che consentirebbe di entrare in un circuito di progetti a livello comunitario e, in prospettiva, di avere più chance di finanziamenti. Mercoledì la delegazione dell'Aces, l'Associazione capitale europea dello sport che assegna ogni anno i titoli di «capitale europea dello sport» e «città europea dello sport», ha cominciato la sua visita a Pavia e alle sue realtà sportive. Un tour proseguito ieri mattina e pomeriggio, e che si concluderà stamattina. Per sapere se Pavia avrà ottenuto il riconoscimento bisognerà attendere il 7 novembre, quando l'elenco delle città vincitrici verrà annunciato al Parlamento europeo di Bruxelles: le candidature sono parecchie e all'Italia toccheranno tre posti nell'elenco delle realtà più virtuose a livello europeo. «Pavia è una città storica e universitaria e questo naturalmente ne aumenta l'attrattività – dice l'assessore Antonio Bobbio Pallavicini – la nostra candidatura è nata insieme al Panathlon e all'assessore regionale, Filippo Grassia. I vantaggi, nel caso che il riconoscimento arrivasse, sarebbero anzitutto di prestigio e poi ci renderebbero più virtuosi nella possibilità di intercettare fondi comunitari. In occasione della visita della delegazione stiamo cercando di mettere in vetrina tutto quello che c'è di buono a livello sportivo, sia nel pubblico che nel privato». L'Aces, un'associazione no-profit nata a Milano nel 2000, punta a premiare non eccellenze agonistiche ma la capacità di sviluppare politiche di diffusione della pratica sportiva. Contano dunque, per una valutazione positiva, la promozione sportiva (e quindi la diffusione della pratica in città), il miglioramento della salute di tutti i gruppi sociali e per tutte le età, l'integrazione dei gruppi socialmente svantaggiati tramite lo sport, le sviluppo delle infrastrutture sportive, la realizzazione di progetti innovativi e l'organizzazione di eventi nazionali e internazionali. «A noi interessa promuovere lo sport come benessere e salute – spiega Gian Francesco Lupattelli, presidente di Aces Europe – tante Regioni spendono gran parte del loro bilancio per la sanità, ma bisognerebbe anche pensare a quanto può essere risparmiato in termini di costi con una maggiore diffusione della pratica sportiva. Puntiamo a sostenere l'attività di base e anche discipline di nicchia come gli scacchi o gli sport equestri». L'impegno dell'Aces e i suoi riconoscimenti europei, aggiunge Lupattelli, sono coerenti con i programmi comunitari e in particolare con gli obiettivi del libro bianco sullo sport. Pavia ce la può fare? Naturalmente Lupattelli non si sbilancia: «Pavia è una città storica che ha bisogno di tanti aiuti per rimettersi in moto, ma che propone esempi importantissimi come ad esempio quello dell'oratorio Don Bosco», dice dopo la visita alla struttura dei Salesiani. Diventare città europea dello sport non sarebbe, come detto, solo un riconoscimento formale: «Al momento significherebbe essere inseriti in progetti europei multinazionali, ma nel quinquennio 2014-2019 di programmazione dei fondi europei sono destinati 210 milioni di euro al capitolo sport». ©RIPRODUZIONE RISERVATA