Grossi: «Fatto che preoccupa, ma non c'è emergenza»

SANTA CRISTINA Il sindaco Elio Grossi parla di «un fatto preoccupante», ma tranquillizza i suoi cittadini, sostenendo che a Santa Cristina «non c'è alcuna situazione di emergenza». «Un brutto episodio» anche per il parroco, don Antonio Pedrazzini, convinto che quanto accaduto sia «il segnale della mancanza di moralità dei tempi in cui viviamo». E' sorpreso don Antonio dell'episodio di cui è stato vittima Vito Martone, questo suo parrocchiano protagonista di «un ammirevole atto di coraggio» e spiega che «l'accanimento dei malviventi è indice di una società che ha perso tutti i valori. Non si hanno remore a fare uso di violenza, con una crudeltà preoccupante. In quella zona del paese non abita gente ricca, ma persone che vivono del proprio lavoro. Si va a rubare il frutto della fatica quotidiana di un altro». La crisi economica, la disoccupazione, la fame non giustificano, per don Antonio Pedrazzini, episodi di questo tipo. «Sono scuse di cui si servono i delinquenti – spiega – . Se uno ha fame e ha bisogno di denaro per pagare le bollette va a chiedere, anche se capisco l'umiliazione e il timore di perdere la dignità. Ma non si va rubare a casa di altri». Il sindaco conosce bene Vito Martone. Lo aveva visto domenica mattina nel bar del paese. «Dieci anni fa avevamo organizzato le ronde, controlli che avvenivano a supporto delle forze dell'ordine – spiega Grossi – ma allora vi era molta più preoccupazione. Sono in costante contatto con il comandante della stazione dei carabinieri di Corteolona e nel nostro paese non si è registrato un aumento dei furti. E' però fondamentale non abbassare la guardia, per cui chiedo ai cittadini di segnalare qualsiasi situazione anomala, di rilevare le targhe di auto sospette e avvertire il Comune o i carabinieri. Grande attenzione va prestata soprattutto dagli anziani che non devono fidarsi di nessuno. Quello accaduto oggi è un episodio serio e da non sottovalutare, ma il controllo del territorio svolto dalle forze dell'ordine è capillare». Stefania Prato