I numeri necessari nelle due Assemblee
Domani le due Camere saranno chiamate (rispettivamente alle 11 a Montecitorio e alle 10:30 a Palazzo Madama) ad adempiere al primo atto della legislatura: l'elezione dei successori di Gianfranco Fini e Renato Schifani. Alla Camera nella prima votazione, a scrutinio segreto, è richiesta la maggioranza dei due terzi dell'Assemblea, ovvero 420 voti. Per il secondo e terzo scrutinio il quorum si abbassa ai due terzi dei votanti, comprese le schede bianche. Per gli eventuali scrutini successivi è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti. Lo spoglio delle schede è pubblico ed avviene in Aula. Nelle ultime cinque legislature il presidente è stato eletto il giorno successivo all'inizio della seduta (quarto scrutinio). Anche al Senato per il primo e secondo scrutinio è necessaria la maggioranza assoluta dei voti dei componenti del Senato, che è di 161 voti. Dalla terza votazione è invece sufficiente la maggioranza assoluta dei voti dei presenti. E se nessuno risulta eletto si procede nello stesso giorno ad un ballottaggio fra i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti e viene proclamato eletto quello che consegue la maggioranza, anche se relativa. A parità di voti, è eletto il più anziano di età.