Mal di testa, il fai da te è dannoso
PAVIA C'è chi cura il mal di testa con il fai-da-te. E abusa dei farmaci diventandone dipendente: chi assume più di dieci pastiglie in un mese può già considerarsi a rischio. Per intercettare questi pazienti ancora sconosciuti, che acquistano analgesici e antinfiammatori da banco in farmacia senza sottoporsi a un'indagine su cause e caratteristiche del proprio mal di testa, il Mondino ha lanciato un mese fa la campagna "Monitorare per curare". Hanno aderito 34 farmacie in tutta la provincia di Pavia che servono un bacino di circa 500mila persone e che hanno intercettato centinaia di potenziali pazienti del Centro cefalee dell'istituto neurologico. A chi si è presentato per acquistare un antidolorifico contro il mal di testa i farmacisti hanno chiesto di compilare un test. Chi ha aderito al progetto è stato contattato dai neurologi del Mondino per un primo approccio telefonico. Dal 2 aprile partiranno le visite in ambulatorio. Sono 300 i pazienti arruolati per questo progetto. «Il 50% degli attacchi di cefalea vengono trattati dal paziente senza parere medico, ricorrendo a un acquisto diretto in farmacia – spiega il professor Fabio Antonaci, del centro Cefalee del Mon dino –. Ma i farmaci sintomatici sono rivolti a contrastare un sintomo, il mal di testa, e pertanto non hanno la funzione di risolvere il problema della cefalea come malattia». Nell'80% dei casi si tratta di una cefalea primaria, ma il restante 20 può avere origini diverse, dall'ipertensione a problemi del sonno, da anomalie nella masticazione alle alergie. Sono circa 5mila le visite che il centro Cefalee del Mondino effettua nell'arco di un anno. E il 10% dei pazienti abusa di farmaci. Molti di loro vengono ricoverati per disintossicarsi. «Si può parlare di abuso quando nell'arco di un mese vengono assunti più di 10 triptani (antiemicranici specifici) o 15 antinfiammatori. E se la frequenza viene ripetuta per tre mesi consecutivi – spiega Antonaci che oggi dall 9.15 parlerà del problema al centro congresso del Mondino in occasione della "Settimana del cervello" – . In molti casi si genera una dipendenza non solo farmacologica ma anche psicologica. Ci sono persone che assumono la pastiglia ancora prima dell'insorgenza dei sintomi. Ma non è in questo modo che si fa prevenzione». L'obiettivo del centro cefalee pavese, che ha creato una rete di collegamento quotidiano con i suoi assistiti, è di «creare pazienti consapevoli, informati e protagonisti in tute le fasi di terapia adottate dal medico». La prevenzione è utile anche per ridurre i costi sanitari: è stato calcolato che un accesso al pronto soccorso per cefalea costa circa 250 euro e un ricovero per disintossicazione da farmaci 2300 euro.(m.g.p.)