Mortara, espropri per il metanodotto
MORTARA Un lungo metanodotto da Cervignano d'Adda (in provincia di Lodi) a Mortara, che passerà per vari Comuni della provincia di Pavia, toccando Vigevano, Gambolò, Bascapè, Casorate Primo, Giussago, Landriano, Rognano, Siziano, Trovo e Vidigulfo. Il ministero dello Sviluppo Economico (direzione generale per la sicurezza dell'approvvigionamento e le infrastrutture energetiche) ha fatto pubblicare l'avviso dell'avvio del procedimento. La società Snam Rete Gas Spa ha inoltrato al Ministero la richiesta chiedendo di poter essere autorizzata alla costruzione e all'esercizio del progetto, con la dichiarazione di pubblica utilità che darà il via agli espropri dei terreni lungo cui passeranno le condutture. L'opera, secondo la società Snam Rete Gas, è necessaria al potenziamento (nel Nord Italia) della rete di trasporto del gas naturale, lungo la direttrice Est-Ovest della Pianura Padana e anche a creare nuove capacità di uscita verso l'Europa settentrionale e orientale. Secondo Snam, i potenziamenti, creando nuove linee e incrementando le strutture esistenti, permetteranno di «conferire maggiore flessibilità e affidabilità al sistema di trasporto del gas nel Nord Italia». Sul territorio, la notizia dell'avvio del procedimento ha spiazzato vari amministratori locali e, come sempre in questi casi, comincia anche a diffondersi tra i privati qualche preoccupazione. Timori legati ai futuri espropri di terreni che verranno attuati per preparare il passaggio del nuovo metanodotto. Il progetto del metanodotto della Snam Rete Gas che attraverserà anche le campagne lomelline tra Gambolò e Mortara, sul cui territorio comunale sono previsti espropri su terreni agricoli, ha avuto una genesi progettuale e di approvazione a livello nazionale. «E' stata una scelta presa a livello superiore di quello provinciale – spiega l'assessore all'Ambiente della Provincia di Pavia, Alberto Lasagna – quello che chiederemo e pretenderemo in questo progetto è il rispetto dell'ambiente». L'assessore Lasagna spiega che «si tratta di un'opera lineare su un territorio di pianura con falde acquifere. Il rispetto degli accorgimenti che servono a tutelare questo tipo di ecosistema sono una nostra pretesa a difesa del territorio». Il progetto della Snam, che si affianca ad un altro che è già in corso nella zona di Mortara e di Castello d'Agogna per il rifacimento di un metanodotto esistente, non ha ancora suscitato proteste tra gli agricoltori di Mortara. «Al momento – evidenzia infatti il rappresentante della Coldiretti Claudio Molteni, che era impegnato ieri in una riunione nazionale a Roma – non abbiamo ancora avuto sentore di problematiche ed anche del progetto non se n'è parlato molto. Però monitoreremo la situazione, anche perchè noi difendiamo un territorio, quello lomellino, dove passa già anche l'elettrodotto Terna e dove è in progetto l'autostrada Broni-Mortara. su questo argomento avremo un incontro il 20 a Castelnovetto». (d.a.) (Ha collaborato Sandro Barberis)