Calzature, arranca l'export vigevanese

di Denis Artioli wVIGEVANO In un periodo di crescita generale delle esportazioni di calzature italiane, i produttori della provincia Pavia (prevalentemente il distretto vigevanese) hanno visto diminuire del 22,2% il tasso di crescita medio annuo dell'export, tra il 2008 e il 2012. Lo dice un'indagine sulle esportazioni e sui mercati di sbocco per il settore calzaturiero della provincia di Pavia, realizzato da Paviasviluppo (Camera di Commercio) in collaborazione con il Consorzio Vigevano Export. Le aziende che hanno prodotto scarpe in questa zona, cioè, non hanno saputo o potuto sfruttare le opportunità di crescita che il mercato mondiale offriva. In particolare, lo studio evidenzia che l'export calzaturiero da quest'area mostra una crescita inferiore alla media su quasi tutti i mercati «con la rilevante eccezione positiva del mercato della Cina (e di Hong Kong ) e di Marocco e Svizzera». Rilevando, tra l'altro, ulteriori potenzialità di crescita verso la Cina, dove «l'export della provincia ha numeri ancora piccoli». La Cina, vista cioè finora come un pericolo per la quantità elevata di importazioni di calzature a basso prezzo, dallo studio viene indicata come un'opportunità per le aziende locali. Anna Colombo, responsabile del settore calzaturiero per la Cgil, a Vigevano e in Lomellina, commenta: «Se le aziende non comprendono la necessità di fare rete tra di loro, ogni volta c'è un'occasione persa. Ma che abbia perso l'export locale non mi pare: le aziende vigevanesi sono sul mercato proprio grazie alle esportazioni di scarpe di alta qualità, perché il mercato interno non risponde. Forse ci sono altre opportunità, ma qui le imprese vivono grazie all'export». In quest'area, spiega Colombo, il settore calzaturiero ha circa 1.600 addetti, «ma se si continua a non investire nella formazione si rischia di veder scomparire un'intera generazione di lavoratori del settore». Proprio nei giorni scorsi, in occasione dell'apertura del Micam (la fiera internazionale delle scarpe) il presidente Anci (associazione nazionale calzaturifici) Cleto Sagripanti, ha sottolineato che i dati positivi dell'export complessivo delle aziende italiane non compensano la forte contrazione registrata sul mercato interno: «E' necessario – ha detto Sagripanti – incentivare gli investimenti in ricerca e sviluppo per assicurare competitività alle aziende che credono nel made-in-Italy e supportare le piccole e medie imprese nell'azione sui mercati esteri». @denis_artioli ©RIPRODUZIONE RISERVATA