Buco da 800mila euro, Vigevano trema
L'ipotesi di fusione con il Sant'Angelo o il Derthona non è impossibile dal punto di vista del regolamento, ma soprattutto nel caso del Derthona (che ha sede in Piemonte) presuppone una deroga al regolamento. «E'un procedimento difficile», fanno sapere fonti vicine al comitato regionale lombardo della Lega Nazionale Dilettanti guidato da Felice Belloli (nella foto). Le norme interne della Federazione gioco calcio (Noif) all'articolo 20 (comma 7) dicono che le società oggetto di fusione in ambito dilettantistico devono avere sede nella stessa provincia, o in comuni confinanti nel caso di province e regioni diverse. Norme che per il Vigevano non valgono sia nel caso del Derthona (squadra piemontese di un comune che non confina con Vigevano), che in quello del Sant'Angelo (in Lombardia, ma non in provincia di Pavia e comunque non confinante con Vigevano). L'ultima parola, però, spetta comunque al presidente della Figc che «delibera sulle domande dopo aver acquisito il parere delle leghe competenti» VIGEVANO Il Vigevano sta per fallire sotto il peso di debiti per quasi 800mila euro, ma pensa ad una fusione per continuare a stare ai piani alti del calcio dilettantistico. Lo ha detto senza giri di parole, l'altra sera, il patron Paolo Pugliese durante un incontro con i tifosi del Vigevano Club di Dante Bellazzi. «Debiti ne spuntano di nuovi ogni giorno – ha aggiunto Pugliese –. E non è solo colpa del mio predecessore Sartiano, ma soprattutto della gestione dei fratelli Speciale. Ci è arrivata una cartella esattoriale la settimana scorsa da 110mila euro per Iva non versata dal 2007, e fatture per benzina e lavori sul manto dello stadio degli stessi anni. Quando ho preso il Vigevano un anno fa non sapevo di tutti questi debiti. Debiti che non spetta a me pagare. Mi sento isolato al vertice della società, nessuno mi aiuta e chi si avvicina lo fa solo per fini economici. Non mollo soltanto perchè non ho mai mollato in vita mia, però sono al limite. Su appuntamento metterò a disposizione tutti i documenti perchè chiuque possa vederli». Gli imprenditori edili Giovanni e Davide Speciale (che era il presidente della squadra) però rimandano al mittente l'accusa: «Pugliese non si deve permettere di parlare di noi perchè non lo conosciamo - spiega Davide Speciale - e poi il Vigevano non l'abbiamo venduto a lui, ma a Valter Boero con un atto pubblico registrato. Quello che è successo dopo non interessa: si sono sentite tante barzellette sul Vigevano questa è l'ennesima. Quello che dovevamo pagare, l'abbiamo pagato e per i debiti rimasti gli accordi sono contenuti nell'atto». Gli Speciale avevano venduto il Vigevano a Valter Boero nell'inverno 2010-'11, poi Boero a sua volta aveva venduto le quote all'ex imprenditore Demetrio Sartiano che nel 2012, a febbraio, ha ceduto dopo un periodo convulso la società a Pugliese. E il futuro? Pugliese non vuole mollare il calcio a Vigevano e sta bussando alla porta di società in difficoltà per cercare di avviare una fusione. L'altra strada, più difficile da percorrere, è quella di invalidare gli atti passati per far sì che i crediti non siano esigibili bussando all'attuale Vigevano. Se entrambe le ipotesi andassero male, però, si presenterebbe lo spettro del fallimento e della fine del Vigevano rifondato nel 1979. Ma quali sono le società a cui Pugliese sta bussando? Derthona e Sant'Angelo Lodigiano, entrambe in serie D anche se i lodigiani sono vicini alla retrocessione. «Con il progetto di fusione l'idea è quella di stare in serie D che è una categoria che costa come l'Eccellenza, ma da più visibilità e fa incassare di più anche attraverso i minutaggi dei giovani come in Lega Pro – ha spiegato Pugliese – ho parlato con il presidente del Derthona Flavio Tonetto e sto cercando di capire la situazione a Sant'Angelo. Ho già in mente il nuovo Vigevano con un mio uomo di fiducia nella dirigenza. Ho pagato anche debiti non miei in quest'anno di presidenza, ora voglio ripartire con una società pulita». Sandro Barberis