Senza Titolo
di ALESSANDRO TARASCHI Sarà la volta buona? Se lo chiedono a Maranello. Se lo chiedono milioni di tifosi. Se lo chiede Fernando Alonso. L'asturiano è approdato in Emilia quattro anni fa, per tornare sul tetto del mondo dopo i titoli conquistati con la Renault nel 2005 e nel 2006. Per riportarci, in cima al mondo, anche la Ferrari. L'accoppiata miglior pilota-monoposto più amata: una garanzia sulla carta. Il binomio dei sogni però è incappato nello strapotere Brawn Gp prima e della coppia Red Bull-Sebastian Vettel nell'ultimo triennio. Un dualismo, quello tra la Ferrari e la scuderia austriaca, che ha ridato vigore alla Formula1, decisamente ringalluzzita negli ultimi anni e tornata spettacolare con ben due mondiali conclusi al fotofinish, nel 2010 e nel 2012. Uno show che nel 2013 avrà il valore aggiunto di una straordinaria copertura televisiva con Sky che si aggiunge alla Rai, alla quale restano solo nove Gp in diretta. Di sicuro Alonso e i ferraristi preferirebbero la monotonia di un campionato dominato in lungo e in largo, ma non sarà così. È impossibile, chiaro, immaginare di nuovo un avvio come l'anno passato, quando sette piloti diversi vinsero i primi sette Gran premi. Un evento più unico che raro. Ma le premesse per un campionato equilibrato, specialmente nei primi mesi, ci sono. Si prospetta infatti un mondiale apertissimo, in cui Vettel godrà comunque dei favori del pronostico. E non solo perché tricampeon in carica. Nei primi test la Red Bull ha mostrato una stabilità impressionante. I tempi fatti registrare in ogni modo fanno ben sperare le rivali. In primis la Ferrari che sembra peraltro aver ritrovato un Felipe Massa competitivo. Ecco, Massa. Il suo volante è stato a lungo appeso a un filo lo scorso anno, prima di guadagnarsi la riconferma nel finale di stagione. Stavolta serve di più. È fuori discussione. Deve contribuire allo sviluppo della macchina e portare punti al box rosso. Alonso la sua parte la farà e ci metterà quel qualcosa in più che ha permesso alla Rossa di lottare fino all'ultima gara lo scorso anno. Uno sprint è chiesto anche a Maranello, che dovrà vedersela anche con la sete di rivalsa della McLaren, la Mercedes forse rivitalizzata dall'arrivo di Lewis Hamilton, una Lotus sempre tonica nelle uscite invernali e in continua crescita e la Sauber, potenziale sorpresissima. Negli ultimi anni la Ferrari alla presentazione è stata definita nell'ordine «rivoluzionata»; «più lunga, pesante e ansiosa di riscatto»; «bella, come sempre, e veloce»; «brutta ma vincente». Quest'anno il presidente Luca Cordero di Montezemolo si è limitato a «speranzosa». E la speranza è che, oltre a godersi uno spettacolo tornato entusiasmante, i tifosi del Cavallino Rampante possano finalmente esultare per un titolo che ormai manca da cinque anni. @alestar3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA