Polvere da sparo e fumogeni nello zaino ultrà fermato a Treviso
PAVIA Petardi, fumogeni modificati ma soprattutto un barattolo con dentro quasi mezzo chilo di polvere da sparo. Lo hanno scoperto gli agenti della Digos della questura di Treviso, intervenuti allo stadio Tenni durante il match di domenica contro il Pavia. Gli agenti della questura sono intervenuti dopo la telefonata di uno degli addetti alla sicurezza dello stadio che aveva visto tentare di entrare sugli spalti scavalcando muri e recinzioni cinque persone, tutte tra i 23 e i trent'anni, parte di un gruppo di ultrà «esterno» alla tifoseria del Pavia. Le analisi di laboratorio, ora, dovranno dare la certezza sulla pericolosità della polvere ritrovata nel barattolo e sequestrata. I giovani fermati dalla polizia erano arrivati in città alcune ore prima dell'inizio della gara fra il Treviso e gli Azzurri senza la «tessera del tifoso» e quindi senza la possibilità di accedere allo stadio Tenni. Pare che fossero già stati allontanati dallo stadio in tarda mattinata. Quando gli agenti sono intervenuti, allertati dagli steward in servizio per la partita, i giovani avevano già provato a risalire e scavalcare il muro di cinta due volte. In entrambi i casi inutilmente. Alla vista delle divise, prima che potessero tentare per la terza volta di entrare allo stadio scavalcando, sono scappati. Ma sono stati intercettati. Tra loro anche un ragazzo di 25 anni di Pavia, D.M. le iniziali, con uno zaino: gli agenti lo hanno fermato e perquisito, e nella borsa hanno trovato petardi per i quali era richiesta una autorizzazione (e che non potevano comunque essere introdotti negli stadi in base alle nuove norme sulla sicurezza). Dentro allo zaino c'erano anche fumogeni, anche questi «fuorilegge» visto che si tratta di materiale vietato dentro gli stadi, e un barattolo pieno di polvere da sparo. Collegato a una miccia quel barattolo avrebbe potuto trasformarsi in una bomba. Ora il 25enne rischia una condanna fino a tre anni di carcere e una multa fino a 5000 euro. Di sicuro per lui scatterà il Daspo, ma non è ancora chiara la durata del divieto.