«Ex Diaspa, salvezza possibile»
CORANA Boccata d'ossigeno per i sessantasei lavoratori ex Diaspa di Corana. L'azienda ha corrisposto, infatti, un acconto del cinquanta per cento sulla mensilità di novembre: restano da saldare il rimanente 50%, altre tre mensilità e la tredicesima natalizia. Nel frattempo, si infittiscono le voci su una trattativa per la cessione dello stabilimento chimico farmaceutico dal gruppo Mythen(che lo aveva rilevato tre anni fa dal fallimento della multinazionale indiana Strides) a un nuovo acquirente, interessato a rilevarlo e a continuare l'attività. Una soluzione auspicata dal sindacato per uscire dall'attuale situazione di crisi e garantire occupazione e un futuro certo ai dipendenti. «L'attuale proprietà – sottolinea Gianni Ardemagni, fresco della riconferma ai vertici di Femca, il sindacato chimici della Cisl – ha dimostrato di non essere all'altezza e in questi due anni non è riuscita a valorizzare le potenzialità del sito produttivo di Corana, malgrado le professionalità esistenti e l'alto senso di attaccamento all'azienda dimostrato dai lavoratori, che hanno sempre garantito continuità alla produzione nonostante i ritardi reiterati nel pagamento degli stipendi». Si tratta il passaggio di proprietà ma il tempo stringe. «In effetti a fine marzo scade la proroga di un anno della procedura di concordato preventivo concessa dal curatore fallimentare Bustarelli e non è pensabile che ne venga accordata un'altra altrettanto lunga. Proprio per questo stiamo monitorando gli sviluppi con grande attenzione, in stretto contatto con il curatore». Avete informato della situazione anche il prefetto? «Sì, c'è stato un incontro poche settimane fa». Che cosa auspicate per il futuro dell'ex Diaspa e dei suoi dipendenti? «Che a Mythen subentri un acquirente serio in grado di valorizzare le potenzialità di questa fabbrica». (r.lo.)