Scandali alimentari, l'insalata è al veleno
di Cinzia Lucchelli wROMA Se nell'insalata c'è veleno per topi, il topo morto è stato trovato in un barattolo di fagiolini. E dopo la carne di cavallo spacciata per manzo e le torte al cioccolato di Ikea con i colibatteri, arrivano dalla Valsesia i cinghiali radioattivi. Con buona pace del consumatore europeo, sempre più insicuro di quello che si trova nel piatto, e dei produttori che assistono a un calo delle vendite. Insalata al veleno. Dall'Italia alla Germania con sorpresa: in una partita di lattuga romana destinata alla regione di Reno-Meno, sono state trovate tracce di veleno per topi. In tutto, 110 cassette. Di queste, 105 sono state distrutte, una venduta in un mercato di Offenbach e quattro smerciate da venditori ambulanti. Il commerciante tedesco all'ingrosso di Francoforte ha ritirato tutte le insalate del produttore «Ortofrutticola La Trasparenza». Topo nei fagiolini. In Francia un padre di famiglia aprendo un barattolo di fagiolini verdi Grand jury, marca primo prezzo di Carrefour, ha trovato il corpo di un piccolo roditore. La multinazionale francese ha fatto sapere di avere aperto un'inchiesta e ritirato il prodotto: «Si tratta di un caso eccezionale, siamo dispiaciuti e il nostro servizio clienti si è scusato con il cliente. Il nostro fornitore francese è stato allertato». Cinghiali radioattivi. In ventisette cinghiali cacciati in Valsesia sono state trovate tracce di cesio 137 in una misura superiore ai livelli massimi riscontrati in caso di incidente nucleare. Si tratta di una delle zone più colpite dalla ricaduta del materiale radioattivo dopo l'incidente di Chernobyl. «Il collegamento è plausibile, anche se va confermato - dice Fabrizio Bianchi dell'Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr - il Cesio ha un tempo di dimezzamento di 30 anni, e se i cinghiali in cui è stato trovato sono vecchi potrebbero avere 20 anni». Virus al Noma. Lo scandalo del cibo contaminato non risparmia nemmeno i templi della gastronomia mondiale. Al Noma, ristorante di Copenaghen eletto per tre anni il migliore al mondo (un menu di assaggio costa 200 euro a persona) 63 clienti sui 72 che hanno degustato prelibatezze nordiche tra il 12 e il 16 febbraio si sono sentiti male. Tra loro «anche parte del personale che è venuto in contatto con il cibo», hanno riferito i funzionari che hanno contestato ai gestori del locale di non aver disinfettato le cucine per evitare un'ulteriore diffusione del contagio. Il direttore del ristorante, Peter Kreiner, si è scusato. Carne di cavallo. Di qualche giorno fa i casi di carne di cavallo non dichiarata in etichetta ma presente in prodotti alimentari: dopo le lasagne della Findus, le polpette dell'Ikea e i ragù Star. Uno scandalo, interviene l'amministratore delegato di McDonald's Italia Roberto Masi «che danneggia tutto il settore. Il nostro core business è quello della carne, anche se bovina, e facciamo tanta attenzione per essere rigorosi sui nostri standard qualitativi e di promessa al consumatore. Se altri operatori tralasciano questi aspetti danneggiano tutti. Quando si tratta di cibo e alimentazione bisogna essere seri». ©RIPRODUZIONE RISERVATA