Giussago, aiuti sociali raddoppiati in due anni

di Giovanni Scarpa wGIUSSAGO Famiglie in crisi, fasce deboli in ginocchio, richieste d'aiuto senza precedenti. In due anni le spese per il sociale sono aumentate del 40 per cento. E nel 2012 l'amministrazione ha stanziato a bilancio la cifra record di quasi 600 mila euro. La relazione dell'assessore ai Servizi sociali, Leonardo Curti e del sindaco, Massimiliano Sacchi, descrivono una situazione drammatica. Sia per le persone sempre più in difficoltà, sia per le casse comunali. Al primo posto dei costi a bilancio si trova la voce asilo nido, con oltre 200 mila euro, a fronte di entrate corrispettive che superano di poco i 60 mila euro. Seconda salassata, le rette per il ricovero dei cittadini nelle Rsa (residenze sanitarie assistenziali), cioè quelle strutture che ospitano le persone non autosufficienti per un periodo limitato. Costo, questa volta come spesa viva, di 50 mila euro. Al terzo posto la relazione mette l'assistenza domiciliare, e i pasti a domicilio, con una spesa di oltre 40 mila euro. Altri 27 mila euro se ne vanno anche per l'assistenza scolastica ai disabili, mentre quasi cinquanta mila euro sono impiegati per servizi divenuti ormai indispensabili, come i centri estivi e soggiorni climatici per anziani. Ci sono poi i contributi a enti ed associazioni, attivissime sul territorio, che superano i 20 mila euro. Fra le voci che incidono maggiormente nelle spese sociali, anche l'affido al Comune di 4 minori, il cui costo è superiore ai 28 mila euro. E, tanto per rimanere in tema, in questi giorni è stato aperto il bando 2013 per l'erogazione di contributi a cittadini in difficoltà economica. Sono altri 20 mila euro messi a bilancio dal Comune. Una politica di sostegno al reddito, anche in questo, caso che ogni anno vede sempre più risorse impegnate. Come i 25 mila euro che lo scorso anno sono stati previsti per la leva civica, ossia il fondo per i volontari iscritti e scelti fra chi ha perso l'occupazione e impiegati dal Comune per lavori socialmente utili. E per finire, gli oltre ventimila euro per pagare bollette e affitti a famiglie sempre più stremate. Alla fine, fanno quasi 600 mila euro. «La nostra politica è improntata al mantenimento delle sovvenzioni che hanno garantito e tuttora garantiscono l'intangibilità e l'efficacia dei servizi erogati, oltre al capillare monitoraggio delle situazioni di disagio –spiega il sindaco di Giussago, Massimiliano Sacchi –. I governi tagliano, i Comuni sono in trincea. La gente chiede sempre più aiuto perchè colpita dalla crisi, le amministrazioni lottano per mantenere servizi essenziali e aiuti.Ma fino a quando?».