Teatro Carbonetti, è conto alla rovescia
Risale alla fine dell'800 la costruzione della storica struttura di via Leonardo da Vinci, conosciuta per questo dai bronesi come la cuntrà dal teatar (la strada del teatro). Divenne ben presto luogo di incontro di tutto il paese. Negli anni '60 Broni contava addirittura quattro cinema – teatro: il cinema Italia, l'Astra (al l'oratorio parrocchiale), il cinema estivo all'aperto di via Rota Candiani e appunto il Carbonetti. «Il mercoledì sera c'era l'ingresso ridotto per i giovani - ricorda Ernesto Bongiorni, assessore alla cultura – e spesso i ragazzi andavamo da soli. Il lunedì invece veniva proposto un doppio spettacolo». Successivamente il teatro, originariamente a palchi, assunse la struttura attuale (1964): «Contava 660 posti e ospitò numerosi spettacoli. - continua Bongiorni – A Broni arrivarono personaggi del calibro di Gaber. Non possiamo poi dimenticare le riviste dialettali di Lasaratt. A metà degli anni '80 chiuse definitivamente i battenti e nel 1989 fu acquistato dal comune». di Donatella Zorzetto wBRONI Le luci si accenderanno il 7 settembre, un po' dopo il previsto e con un costo lievitato di un milione: in tutto 4 milioni 300 mila che i lavori di restauro hanno assorbito in cinque anni. Il teatro Carbonetti sta per presentarsi ufficialmente alla città: con la sua nuova veste, il suo sipario restaurato, e una funzionalità che lo rende versatile. Ma già da ora la città è pronta ad accoglierlo, a sostenerne l'attività che sta per aprirsi attraverso una grande sottoscrizione popolare, un tesseramento per così dire "cittadino", il cui obiettivo è raccogliere fondi e, appunto, partecipare all'imminente avvio del cartellone. Il Comune, che dai privati ha ottenuto i finanziamenti per rimettere a nuovo il Carbonetti, sta puntando al coinvolgimento dei bronesi in un progetto culturale che, insieme alla ristrutturazione delle ex scuole medie di via Matteotti (in via di trasformazione in un centro culturale polivalente) è costato 5 milioni e mezzo di euro. «I lavori al Carbonetti saranno ultimati il 10 giugno prossimo – ha spiegato ieri durante la presentazione il sindaco, Luigi Paroni –. Nel frattempo c'è la necessità che la gente si riappropri della struttura. Perciò abbiamo previsto alcune fasi di avvicinamento all'apertura. Ma abbiamo pure avviato contatti con il Comune di Stradella per delineare un sistema teatrale nel quale dare forma alla stagione invernale 2013-2014». Il compito di tessere un rapporto diretto con i cittadini, e futuri spettatori del Carbonetti, toccherà invece alla nuova associazione "Amici del teatro", fondata da una settimana e formata da dodici soci, di cui è presidente Emilio Piccinini. «Per risvegliare nella gente la voglia di ritornare in una struttura rinnovata avvieremo una raccolta fondi e un tesseramento (il costo minimo di una tessera è di 10 euro per gli adulti e di 5 per i bambini ndr). Faremo da collettori delle esigenze della cittadinanza e dei paesi vicini, ma saremo anche una cassa di risonanza». La scelta delle attività preliminari all'apertura è stata affidata al professor Paolo Zenoni, iniziative che, sotto il nome "Verso il teatro nuovo", si dipaneranno tra marzo e giugno sia a Broni che in altri Comuni vicini. «Questo progetto tende a risensibilizzare il tessuto sociale – ha spiegato Zenoni –. Così che il teatro sia argomento della vita dei cittadini». La pensa in questo modo anche l'assessore alla Cultura Ernesto Bongiorni, che ieri ha sottolineato: «Il Carbonetti in passato era un punto di riferimento irrinunciabile. Negli anni '50 a Broni c'erano addirittura quattro cinema, e riteniamo che debba diventare ancora il motore trainante della ripartenza culturale di Broni, in sinergia con le altre strutture della città, come Villa Nuova Italia e l'ex scuola media di via Matteotti». ©RIPRODUZIONE RISERVATA