E' scomparso Silvio Morani
di Linda Lucini wPAVIA «L'è mort, a cl' era la so ura/ Silvio Morani/d'anni (vedarì)/In dla so vita l'ha fàt quäl che lü/ ghè piasü, l'ha vursü, l'ha pudü e anca quäl cl'ha duvü». Le parole del necrologio l'avvocato Silvio Morani se le è scritte da solo, nel letto di ospedale della clinica Maugeri. Sapeva di non avere scampo con la malattia che lo tormentava da anni e che ieri all'alba se l'è preso per sempre all'età di 78 anni. «Mi 'm piàs no la gent cla piängia», avverte nella sua ultima poesia chi domani parteciperà al funerale che si terrà alle 15 nella chiesa del Carmine. Figlio di una guantaia vissuta fino a cent'anni, fratello di Bruno (fondatore di Spaziomusica) e di Rino (imprenditore), nipote di quel Dario Morani che firma la poesia incisa nel monumento della Lavandaia in Borgo, Silvio Morani lascia la moglie e le figlie Simona Ilaria. Avvocato dagli anni Sessanta, Cassazionista dal 1979, è stato anche tesoriere e segretario dell'Ordine. Tante le sue passioni, compresa quella per la scrittura declinata non solo come corrispondente di diversi quotidiani, ma anche come poeta e scrittore. Alle raccolte «Incandescenze della stagione verde», «Al Liutprando» «Ricordo di Giorgio Scoti, «La nustalgia la gà al saùr dal vent», «Al paradìs in sacocia» presto se ne aggiungerà un'altra con le poesie scritte nel periodo di malattia. E' stato vice presidente dell'Uppi (Unione piccoli proprietari), sindaco di società commerciali e docente di diritto dal '63 al '79 al Cossa e al Bordoni e al Faravelli di Stradella . Sorriso sornione, sempre pronto alla battuta, grande amante della bellezza e dell'arte. Non solo è stato promotore di mostre importanti, nel 1999 ha costitutito PromoArt, associaizone per la promozione di un museo di arte contemporanea a Pavia. Quest'iniziativa ha permesso di raccogliere 120 opere e di dare vita a concorsi internazionali riservati a giovani artisti europei. Silvio Morani è stato premiato con la targa «Melvin Jones», massima onorificenza della Lions International Foundation, ma il riconoscimento al quale era più affezionato la «Matricola d'onore», una targa d'oro plasmata dallo scultore Francesco Messina che da segretario dell'Alat (l'Associazione laureati dell'ateneo ticinense) assegnava ogni primavera a grandi personalità.