Schiave del sesso costrette all'aborto 20 clienti al giorno
di Anna Mangiarotti wVIGEVANO Anche venti clienti al giorno:rapporti da concludere in dieci minuti al massimo, se in macchina. Perché i protettori controllavano ogni prestazione via telefonino. Anche per concordare un rapporto non protetto, che costava 100 euro. Se le ragazze rimanevano incinte, le riportavano in Romania ad abortire: non in ospedale, ma facendo prendere a forza le pillole veterinarie usate per interrompere le gravidanze dei bovini. Quando una nuova ragazza veniva "scelta" in Romania, prima di partire per l'Italia doveva avere per più giorni rapporti ripetuti con vari componenti dei clan, e veniva picchiata. Tutto per valutarne l'abilità nei rapporti sessuali, e la capacità di reggere il futuro tipo di vita. Dalle indagini dei carabinieri, emerge la crudeltà con cui venivano gestite le prostitute. Dopo qualche mese di lavoro, la maggior parte sviluppava dipendenza psicologica da uno sfruttatore, tanto da considerarlo il fidanzato facendosi tatuare addosso il suo nome. Una ragazza poteva rendere anche mille euro al giorno. Ma non teneva per sé neanche un euro in contanti: tutte dovevano fornire sempre la contabilità precisa di quante prestazioni, e di che tipo. A tutte le necessità _ cibo, abbigliamento, preservativi, medicine, ricariche, qualunque cosa _ provvedeva direttamente l'organizzazione. Della logistica _ il livello gestionale più basso _ si occupavano gli italiani affiliati all'organizzazione, anche come autisti per accompagnare le ragazze al lavoro: di giorno e di notte, con turni anche di dieci ore sulla strada, e tariffe da 30 euro in su. Al clan egiziano spettava trovare gli alloggi, ma avevano anche prostitute da gestire direttamente, come il clan romeno. Ma tutti dovevano "comprare" _ pagando una sorta di plateatico _ le postazioni in strada dagli albanesi, il clan più forte della "cupola" transnazionale che si era formata. Un caso senza precedenti nelle attività criminali della zona, nata per gestire in Lomellina uno sfruttamento della prostituzione enormemente redditizio. Fiumi di soldi, usati dai vertici per fare la bella vita: gioco d'azzardo, macchinoni, case, vacanze e ristoranti di lusso, abiti costosi. Un business lucroso, perché in Lomellina c'è grande richiesta: i clienti delle prostitute da strada, insomma, sono tanti e in aumento. Di tutte le età e professioni, dal medico all'operaio al disoccupato, residenti in zona. Qualcuno si affezionava a una ragazza in particolare, diventando cliente abituale. In quel caso (o per chi voleva maggiore comodità, pagandola a caro prezzo) i rapporti potevano avvenire nei night e alberghi sequestrati, i cui gestori avevano ricche percentuali.