Città della Scienza: rogo doloso

NAPOLI «Procediamo per incendio doloso, ma al momento seguiamo tutte le piste». Il procuratore di Napoli Giovanni Colangelo ha così ieri confermato che il rogo che ha distrutto la città della scienza è stato appiccato. «Abbiamo elementi al vaglio - ha aggiunto - e tra pochi giorni avremo i primi risultati delle perizie e potremmo indirizzare meglio le indagini». «C'è chi vuole mettere sempre più le mani sulla città, ma noi non lo consentiremo». Incontrando il ministro della Giustizia, Paola Severino, il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, commenta così la possibile matrice criminale del rogo che ha danneggiato pesantemente Città della Scienza. Insomma si fa strada l'ipotesi di un rogo di camorra appiccato da mani venute dal mare di Bagnoli. D'altronde nessuno avrebbe potuto osare tanto senza il via libera delle cosche criminali radicate nella zona. Ma sul movente, per adesso, buio completo. Intanto l'Sos per la ricostruzione della Città della Scienza corre sul web: un flash mob con maglie bianche e lutto al braccio è già stato fissato per domenica 10 marzo alle 11 davanti ai cancelli del museo di Bagnoli. Attraverso Facebook e Twitter sono già state raccolte migliaia di adesioni.