«Concilio al femminile e la Chiesa di oggi se ne deve accorgere»

MEDE Sono state ventitrè le donne provenienti da tutto il mondo che hanno partecipato, in qualità di uditrici, ad alcune sessioni del Concilio Vaticano II di cui si celebrano quest'anno, in occasione dell'anno della fede, i 50 anni. Al Vaticano II parteciparono le religiose Mary Luke Tobin, Marie de la Croix Khouzam, Marie Henriette Ghanem, Sabine de Valon, Juliana Thomas, Suzanne Guillemin, Cristina Estrada, Constantina Baldinucci, Claudia Feddish, Jerome Maria Chimy. Le laiche furono Pilar Belosillo, Rosemary Goldie, Marie Louise Monnet, Anne-Marie Roeloffzen e Maria Vendrik, Catherine McCarthy, Luz Maria Longoria Gama con il marito Josè Alvarez Icaza Manero, Margarita Moyano Llerena, Gladys Parentelli, Gertrud Ehrle, Hedwig von Skoda, le italiane Amalia Dematteis, Ida Grillo ed Alda Miceli. Quella femminile fu una presenza discreta ma attiva che però quasi nessuno ricorda. Di questa realtà si parlerà onvece oggi pomeriggio alle 15 via Manzoni 24 nel corso della conferenza tenuta da Adriana Valerio, teologa e docente di storia della Chiesa all'Università di Napoli, autrice anche del volume "Madri del Concilio. Ventitrè donne al Vaticano II», edito nel 2012 da Carocci. Da da più di vent'anniè impegnata nel reperire fonti e testimonianze per la ricostruzione della memoria delle donne nella storia del cristianesimo. Tra le prime italiane laureate in Teologia, ha posto alla fine degli anni '80 la questione della storia dell'esegesi femminile, divenendo una delle più riconosciute esperte nel campo. L'appuntamento di oggi, organizzato dall'Università del tempo libero di Mede, rientra nel filone delle iniziative "Vite al femminile", ideato da Maria Grazia De Martini. Sul temi che affronterà oggi abbiamo intervistato Adriana Valerio. La presenza femminile al Cncilio è stato il primo riconoscimento della vitalità del movimento all'interno della Chiesa cattolica oppure è stato il segnale in un percorso ormai imboccato? «Il Concilio ha dato un contributo importante alla presenza femminile nella Chiesa: dopo la sua conclusione le facoltà teologiche si sono aperte alle donne che hanno potuto entrarvi e occuparsi di temi fino ad allora quasi esclusivamente di pertinenza maschile. Il movimento femminile nasce molto prima, ma il Vaticano II è riuscito a intercettare e a cogliere le istanze dell'altra metà del cielo, a rilanciarne la consapevolezza». Le donne al Concilio furono ventitrè, invitate dal papa Paolo VI l'8 settembre del 1964. Religiose e laiche provenienti da tutto il mondo. Tra esse anche Ida Grillo, originaria di Tortona. Svolsero un ruolo attivo o si limitarono ad ascoltare? «Quelle donne che per la prima volta fecero il loro ingresso in un Concilio, furono chiamate come uditrici ma in realtà svolsero anche un altro compito e diedero ai lavori un apporto importante, pur se limitato alla III e IV sessione. Nei documenti vaticani è riportata quella traccia dei loro interventi, dei loro apporti». E ora qual è la situazione femminile nella società e nella Chiesa, dopo il lungo cammino fatto in questi anni? «Spero che il nuovo Papa affronti questo tema: la questione femminile nella Chiesa è ancora aperta. Anzi, possiamo dire che è "la" questione, perché le donne sono la Chiesa, anche se spesso sono invisibili e non viene messo in evidenza ciò che fanno. Accanto a ciò, si dovrebbe parlare anche del loro ministero, della sessualità, della famiglia». Tutti argomenti molto difficili, spinosi, finora sempre trattati da un punto di vista maschile. «Questo non è più tollerabile, dopo le battaglie per i diritti delle donne e il lungo percorso sulla parità, ormai pienamente riconosciuto. E' ora che nella Chiesa si riaffermi la cittadinanza al femminile, che fino ad ora non si è mai compiuta pienamente». Simona Marchetti