Sannazzaro paralizzata dai passaggi a livello

SANNAZZARO La città tagliata in due parti ogni volta che calano le sbarre in viale Italia, via Erbognetta e viale Loreto per il passaggio di un treno (e sono circa trenta volte al giorno). La parte nord resta isolata dal centro in queste settimane a causa dei lavori di ristrutturazione al ponte ferroviario sulla tangenziale-sud, la cui corsia in entrata è chiusa da martedì scorso (e lo sarà ancor per diversi giorni) dopo che un'autogru l'ha urtato e danneggiato. Il problema si accentua dal momento che le sbarre restano chiuse inspiegabilmente (perché azionate a distanza dalla sala controllo di Torino) per almeno un quarto d'ora ad ogni transito di treno. L'automobilista Simeone Basilico confida: «Domenica sono rimasto in colonna a sbarre chiuse, in viale Italia, per oltre mezz'ora. Un quarto d'ora d'attesa prima del passaggio del treno per Alessandria alle 19,29; poi un secondo treno verso Pavia alle 19,35. Le sbarre, abbassate già venti minuti, sono state alzate solo alle 19,49. Ogni accesso da nord era impedito dai tre passaggi a livelli abbassati e dal blocco stradale sulla corsia-sud della circonvallazione. Impensabile un'attesa di quasi oltre mezz'ora con file chilometriche in strada. Le ferrovie devono darsi una mossa». Il caso più preoccupante risale alla scorsa settimana quando un'ambulanza della Croce Garlaschese, inviata a Sannazzaro dal 118 a seguito del ritrovamento in casa di Sara Scabini (il medico morto a seguito di un improvviso malore), si è trovata la strada sbarrata da ben tre passaggi a livello abbassati e dalla circonvallazione impercorribile. Allora la scelta coraggiosa ma irrinunciabile: percorrere, a sirene spiegate, in contro-mano il tratto di tangenziale parallelo alla carreggiata chiusa al traffico. Il sindaco Giovanni Maggi conferma: «E' inaccettabile che si metta a repentaglio la sicurezza quando le ferrovie chiudono le sbarre per un periodo di tempo così lungo rispetto a quello necessario al transito dei treni. Il caso dell'ambulanza è indicativo di una situazione che va risolta. Quella sera, in fila in viale Italia, c'ero anch'io e ho personalmente assistito alle difficoltà di un'ambulanza in emergenza ma impossibilitata a portare soccorso». Maggi aggiunge: «Abbiamo già scritto in passato a Trenord e i tempi di chiusura delle sbarre si erano normalizzati. Ora, con la contemporanea chiusura della carreggiata-sud, i tempi sono diventati nuovamente eccessivi. Per questo daremo ancora la striglia a Trenord». Paolo Calvi