Ue, Monti invita anche il "signor" Grillo

di Maria Berlinguer wROMA Mario Monti convoca separatamente a Palazzo Chigi Pier Luigi Bersani, Silvio Berlusconi e il «signor» Beppe Grillo. Mentre da Bruxelles dalla riunione dell'eurogruppo arriva un monito a tutti i paesi dell'Unione a «rispettare i patti per mettere in sicurezza l'euro», il premier in carica per gli affari urgenti prova a stanare i tre leader politici con «uno scambio di opinioni» previsto il prossimo 14 marzo, in vista del Consiglio europeo. La lettera di Monti arriva dopo l'ennesima giornata nella quale si inseguono timide aperture da parte del Movimento 5 Stelle all'ipotesi di un governo tecnico, per meglio dire del Presidente. E soprattutto dopo l'incontro del senatore a vita con Giorgio Napolitano. E' infatti sulle prossime mosse del capo dello Stato che puntano le forze politiche per uscire dalla complicata situazione scaturita dal voto. Il comunicato del Quirinale precisa che durante il colloquio tra il Presidente e Monti si è discusso di questioni europee. Ma non è un mistero la forte determinazione del Colle a trovare il modo per «fare presto e fare bene» per evitare «premature, categoriche determinazioni di parte» che possano danneggiare l'immagine del Paese. Napolitano reduce dal lungo viaggio in Germania, vuole prima di tutto rassicurare i partner europei che qualsiasi cosa accadrà nelle prossime settimane non ci saranno vuoti di potere. E del resto sarà ancora Mario Monti a rappresentare in ambito europeo l'Italia. Napolitano è più che mai attento a preservare fino in fondo la sua immagine di terzietà: per questo ieri il Quirinale ha smentito l'incontro tra Napolitano e Romano Prodi. Si sono sentiti solo telefonicamente, ha precisato una nota del Colle, riferendo che l'incontro era stato programmato da due settimane per discutere del Mali. Da Bruxelles intanto arrivano segnali discordanti. Se il presidente dell'eurogruppo Jeroen Djsselbloen richiama ognuna delle parti interessate «alla vicenda politica italiana a rispettare gli accordi», il vicepresidente della Commissione, Olli Rehn, annuncia che a breve la commissione europea presenterà un rapporto sui parametri del patto di stabilità, compresa una valutazione sulla possibilità di scorporare gli investimeti dal calcolo del deficit. E proprio per discutere le priorità della politica economica europea Monti ha convocato Grillo, Bersani e Berlusconi. La timida «apertura» del neo capogruppo grillino al Senato, Vito Crimi a valutare «qualunque proposta scelta farà Napolitano» preoccupa sia il Pd di Bersani che Silvio Berlusconi. E mentre a una settimana dalla convocazione ufficiale delle Camere, fissata per il 12 marzo, la stampa è impegnata a disegnare l'identikit di un possibile tecnico non sgradito ai 5 Stelle, Silvio Berlusconi conferma un secco no au nuovo governo dei professori. Ma il Cavaliere teme l'isolamento politico, soprattutto ora che incombono tre sentenze giudiziarie. Dal Pd anche Massimo D'Alema rassicura: non ci saranno intese con il Pdl. Ma Grillo immagina un governo tecnico Pd-Pdl a guida Passera molti scommettono su elezioni ravvicinate. E Monti e Casini nel loro primo incontro dopo il voto non si sono trovati d'accordo. Se si voterà a giugno dobbiamo schieraci o rischiamo di essere irrilevanti avrebbe spiegato il Professore a Casini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA