Rita si racconta Fu deportata nel 1936 con la famiglia

Una donna segnata dal tempo, porta le cicatrici di una guerra; la storia di Rita non è sempre stata rose e fiori, nei suoi primi anni di vita è stata vittima di esperimenti, condotti durante la seconda guerra mondiale, sui gemelli. Questa donna, seduta davanti a un gruppo di studenti dell'istituto magistrale Cairoli, ha raccontato la storia della sua famiglia rivelatale a trentasei anni, dopo che i medici le avevano trovato una cicatrice dietro a un occhio che lei non sapeva spiegare. In Germania, nel 1934 fu creato un luogo dove venivano deportati gli zingari, dopo averli identificati; è qui che nel 1936 furono portati i famigliari di questa donna e qui la madre dovette firmare un documento in cui dichiarava che non sarebbe rimasta incinta. 1942, la madre concepisce due gemelle che nacquero nel 1943 e subito dopo venne sterilizzata; le due bambine, Rita e Rolanda, furono strappate alla madre e sottoposte a esperimenti per scoprire come cambiare il colore degli occhi. Rita ne porta ancora i segni e la sorella non sopravvisse. La madre scappa con Rita ma dopo due giorni le fu riportata via. Ad un anno di distanza madre e figlia si ritrovano. Questa storia mi ha fatto riflettere su quanto il pregiudizio possa rovinare la vita di molte persone; famiglie distrutte dall'odio, madri che non potranno più rivedere i propri figli: tutto ciò è spregevole! Rita ora è una donna anziana, cresciuta nonostante una salute cagionevole che le ha impedito di frequentare la scuola, ma è viva e vuole raccontare al mondo le ingiustizie subite. Quindi, è proprio vero che: «Il sonno della ragione genera i mostri». Francesca Ragazzi quarta Bs liceo Cairoi di Pavia