Emergenza profughi, non c'è soluzione
di Carlo E. Gariboldi wVOGHERA Molti profughi della Libia hanno incassato i 500 euro offerti dal governo italiano e hanno lasciato le strutture che li ospitavano dal luglio di due anni fa. All'hotel Zenit, invece, non se ne sta andando quasi nessuno dei sedici africani rimasti. «Dove vado con 500 euro in tasca? No so cosa fare. Vado a dormire in stazione?». Kandi Aliman ha lasciato la Guineda Bissau quattro anni fa, da allora nel suo paese ci sono stati due colpi di stato militari. Traore Issa è uno dei profughi più giovani, 20 anni,. Nel 2009 ha lasciato il nord del Mali dove già c'era la guerra.: «Sono andato a lavorare in Libia, come agricolture, ma quando è scoppiata la rivolta contro Gheddafi l'esercito ci ha fatto andare via». Questi giovani hanno girato alcuni campi, prima a Lampedusa, poi a Campobasso, prima di arrivare a Voghera. Da ieri dovrebbero andarsene. L'emergenza Nordafrica è finita, ha deciso il governo. In venti mesi sono stati in pensione all'hotel Zenit a carico dello Stato italiano. In tutti questi mesi nessuno ha fatto nulla per cercare di inserirli in qualche progetto lavorativo. Solo alcuni di loro sono riusciti a raggiungere parenti o amici, soprattutto in Francia. Nel complesso Voghera ha fatto pochissimo per questi giovani fuggiti dalla guerra. Ogni tanto qualche volontario, altre volte qualche millantatore, come un noto personaggio vogherese che cercava sesso a pagamento. Ora questo signore è in carcere accusato di violenza sessuale su minori. Tra la famiglia Visigalli, che gestisce l'hotel, e gli ospiti africani è nato un rapporto intenso: «Abbiamo insegnato loro tante cose e altre na abbiamo imparate. Qualche cliente si è lamentato di questi neri. Una famiglia di Torino ha lasciato l'albergo. Non volevano stare in mezzo a questi ragazzi di colore. Ho detto alla signora di non andare in America, perché lì anche il presidente è così». I Visigalli hanno anche assunto due dei profughi. Praticamente l'unica offerta concreta arrivata dall'Oltrepo. Ma al di là della loro generosità è stato fatto poco. «Purtroppo ora non ci sono posti letto disponibili nella zona, c'è anche l'emergenza freddo - spiega Laura Giusti, della consulta del volontariato - tutte le città sono al collasso. Tra qualche giorno ci sarà qualche posto al dormitorio». La situazione è drammatica, l'ipotesi della tendopoli all'ex caserma non è proponibile. Dall'assessore comunale alla Protezione civile Giuseppe Carbone arrivano due proposte: «Io cercherei loro connazionali, chiedendo un gesto di generosità per l'alloggio, per il vitto potremmo attivare una rete di solidarietà. Oppure si dovrebbe distribuire questi ragazzi tra tutti i Comuni della Provincia, mentre ora sono a carico solo di sette, tra cui Voghera».