«Noi li abbiamo votati tocca a loro fare qualcosa»

di Linda Lucini wPAVIA A pochi giorni dalle elezioni, molti sono già pentiti del voto dato. Basta chiedere a chi fa la spesa tra i banchi del mercato per capire che in una nuova tornata elettorale in tanti cambierebbero voto. Chi è deluso, chi è preoccupato dall'ingovernabilità, chi pensa di dover protestare, chi non crede più ai partiti. Su un fatto però sono tutti concordi: a votare non ci vorrebbero proprio tornare. Fabio Borghi è tra quelli che rifarebbero la croce allo stesso modo: «L'Italia è spaccata in tre ma, anche alla luce dei risultati usciti dalle urne, non mi pento del voto dato. Grillo oggi è il Bossi di ieri, entrambi hanno preso la rabbia del popolo e l'hanno portata a Roma, ma poi abbiamo visto cosa è diventata la Lega. Berlusconi mi sembra più aperto in soluzioni che possano salvare il Paese, mentre Bersani mi pare più rigido». E il suo amico aggiunge: «La sinistra ha sbagliato tutto, altrimenti avrebbe governato. Invece c'è caos e per noi sarebbe meglio lo mettessero a posto. E credo che neppure quelli che hanno votato Grillo oggi siano contenti». «Voglio vedere cosa sono capaci di fare con il nostro voto – dice Roberto Cavallo – I margini ci sono se vanno oltre i campanilismi e le ripicche personali. La gente è arrabbiata, siamo tutti un po' confusi e lo dimostra il risultato delle elezioni. Sono loro a Roma che ci devono dare certezze». E' arrabbiato anche Emilio Maestri. «Va al governo l'uno, poi va l'altro, ma ci continuano a prendere in giro. Se si va di nuovo alle urne cambio e faccio un voto di protesta sperando in qualcosa di buono. In fondo anche la Lega era così ma poi è andata al governo e non ha fatto nulla». «Noi restiamo della nostra idea», dicono due signore in età davanti alla biblioteca Bonetta. Il pescivendolo al mercato invece racconta di non essere andato a votare e che in Parlamento nessuno lo rappresenta. Angelo, pensionato, non ha cambiato idea sulla scelta elettorale, ma è preoccupato per un ritorno alle urne « perchè ci costerebbe un mare di soldi». «Confermo il mio voto – dice Immacolata Ricco – Non temo che tornando alle urne gli schieramenti avversari al mio prendano più peso, anche se oggi chi sa usare la televisione e internet trascina». Fermo nella scelta Marco F.: «Questo successo di Grillo è stato un messaggio che la gente ha voluto dare ai partiti tradizionali, ma se malauguratamente si dovesse votare di nuovo si tornerà a puntare sui partiti classici». «Ribadisco il mio voto anche alla luce dei risultati elettorali– dice Pierangelo Gaviglio – tanto non cambia nulla». «Per ora non intendo modificare il mio voto – spiega Luana Ricca – ma potrei anche pensare ad uno schieramento più di protesta». Francesco Miracca dietro il banco dei polli sbotta: «Non mi sento rappresentato da nessuno. Noi commercianti siamo ritenuti evasori e gente non a posto, ma i ladri non siamo noi. I soldi in Italia ci sono: se li mangiano loro». «Resto fedele alle mie convinzioni - dice Doriana Novelli – e farò il bis del mio voto». «Il fatto è che non cambia nulla – spiega Rosalba Milani riconfermando la scelta elettorale – E' tutto come prima: un litigio unico». «Avevo le idee chiare e non le cambio indipendentemente da come stanno le cose. Però non vorrei proprio tornare a votare», spiega Maria Grazia Castica. «Queste barzellette della politica le ho sentite dal '45. Per fortuna l'Italia l'abbiamo portata avanti noi lavoratori. Rivoto uguale», dice un ottantenne. Ugo Ferrari rifarebbe lo stesso voto, ma vorrebbe tanto non dover tornare alle urne. «Credo che se Pd e Pdl si mettessero insieme e decidessero di dimezzarsi gli stipendi e di ridurre il numero dei parlamentari avremmo segato l'erba sotto Grillo». «Sottoscrivo», aggiunge decisa Mariangela Gallotti. «Confermo il medesimo voto – spiega Paola Giorgi – ma spero tanto facciano il possibile per evitare all'Italia questa figuraccia internazionale. Cambierei l'espressione del voto se cambiassero le persone. Magari se saltasse fuori un nuovo personaggio serio e credibile». E' fermo nella decisione di voto William Corti, ma vorrebbe che si trovasse un accordo di governo «per dare all'Italia nuovi stimoli». «Grillo non mi piace – dice convinto Paolo Bruno – ma chiunque mi dica che è pronto a fare pulizia e ad eliminare l'evasione fiscale, lo voto».