L'irresistibile danza dei Carmina burana al teatro Cagnoni

VIGEVANO Il Balletto "Carmina Burana", su musiche di Carl Orff, Caracciolo e Vivaldi arriva questa sera (ore 21) al Teatro Cagnogni nella versione di Mauro Astolfi (tra gli autori contemporani maggiormente rappresentativi sulla scena europea, qui coreografo e autore del set concept), che ne ha fatto uno degli spettacoli più belli ed intensi recentemente proposti dal mondo della danza italiana. Sinonimo di poesia burlesca, impudente, sovversiva, nella quale si parla senza troppi veli del corpo e della sua quotidiana avventura, esplicandone con gioia le funzioni e senza guardare all'altrove, i Carmina burana vennero ritrovati, numerosissimi (più di trecento componimenti di vario genere), in un manoscritto dell'abbazia di Benediktbeuren, da cui presero il nome. Per la maggior parte vengono fatti risalire al secolo XIII, quando non era troppo difficile, viaggiando per la Germania e la Sassonia, imbattersi nei goliardi (da cui il nome dato dalla tradizione italiana agli studenti universitari, che in realtà hanno poco o nulla da spartire con i loro omonimi medievali) o più propriamente clerici vagantes, letterati girovaghi studiosi della tradizione poetica greca e latina, cantori del vino, delle donne, del vagabondaggio e del gioco. Per loro costituzione i Carmina burana sono dunque una sorta di zona franca del linguaggio, dove la "ratio" tace, il "decorum" viene dimenticato e si osa persino irridere al divino con le cosiddette "kontrafakturen", ossia travestimenti di inni e motivi religiosi in canti profani che suonano come parodia degli evangeli, delle formule di confessione e delle litanie. Ed è da questo repertorio che Mauro Astolfi, artista a cui il ritmo "medio" poco o nulla si addice, trae in piena libertà e senza alcuna intenzione filologica una coreografia tutta giocata tra larghi e sfrenatezze, divisa in tre momenti che scandiscono un crescendo liberatorio: si passa da una brutale aggressione sotto il cupo rombare della pioggia battente, a una parte irriverente e grottesca che allude alle giullarate, per culminare all'apice delle passioni, che avviene nella taberna (qui intesa anche come bordello, come spesso accadeva in tempi antichi), luogo di appagamento degli istinti primari. Due i simboli chiave di questo balletto, calati in un'atmosfera inquietante e metafisica: un grande armadio - luogo di memorie e di segreti di scheletri, in cui i corpi dei ballerini vanno a riporsi quasi come abiti frusti - e una tavola, altare sacrificale della voluttà terrena, imbandita di corpi esibiti come cibarie tentatrici. Interpreta il balletto la Spellbound dance Company: Maria Cossu, Marianna Ombrosi, Sofia Barbiero, Alessandra Chirulli, Giacomo Todeschi, Marioenrico D'Angelo, Michelangelo Puglisi, Giuliana Mele e Gaia Mattioli. Biglietti (13 euro, prezzo unico "last minute"), in teatro dalle 17 alle 20. Info 0381.82242. (m.pizz.)