L'Aprolat alla guerra dei prezzi
PAVIA A Pavia sta nascendo un'organizzazione di prodotto degli allevatori. I produttori di latte che si stringono intorno all'Aprolat andranno a trattare il prezzo del latte con le industrie di trasformazione. Lo rivela Giovanni Beretta, presidente dell'Associazione produttori latte di Pavia: «Il momento è decisivo. Stiamo cercando di trasformare l'Aprolat in organizzazione di prodotto in modo da negoziare il prezzo del latte direttamente con le industrie. Ormai i costi di produzione ci stanno uccidendo e dobbiamo cercare una via di sopravvivenza». Le organizzazioni di produttori nascono dall'esigenza di aggregare l'offerta dei prodotti agricoli, prima motivata dalla necessità di tutelare il reddito delle imprese agricole nel confronto con il mercato, e in particolare con l'industria di trasformazione e con la distribuzione, e poi dall'obiettivo di creare una filiera per garantire prodotti sempre più qualificati e sicuri per il consumatore. Ora l'Aprolat si sente pronta a tutelare anche sotto l'aspetto economico il centinaio di stalle da latte della provincia, che nella stagione agraria 2011-2012 hanno prodotto 105mila tonnellate. Il patrimonio zootecnico della provincia di Pavia si basa su più di 20mila bovini fino a due anni e su 15mila vacche da latte, che si affiancano a 3.700 vacche da carne e a 140 tori. E' una realtà che cerca di stare a galla con le unghie e con i denti: si pensi solamente alla costante riduzione di stalle, crollate dalle 363 dell'annata agraria 1995-1996 alle attuali 100. «Ormai le industrie pagano le fatture a 60 giorni, anche se il latte è considerato merce deperibile – aggiunge Beretta – Alla fine dell'anno il Parlamento aveva approvato una legge per abbreviare i tempi di pagamento: avrebbe dovuto far fede la data inserita nella fattura, ma come al solito le industrie e la grande distribuzione fanno slittare tutto all'ultimo giorno del mese. In definitiva, aspettiamo 60 giorni invece di 30». E poi c'è l'eterno problema del prezzo del latte. Italatte, che fa capo al gruppo francese Lactalis (marchio Galbani, fra gli altri), pagherà 40 centesimi al litro di latte alla stalla fino ad aprile. «Ma Assolatte non ha ancora firmato e quindi regna la massima incertezza per molti allevatori», dice Beretta. Così com'è ipotetico il premio di qualità previsto dalla Politica agricola comune (Pac), il bilancio agricolo di Bruxelles. «All'Italia, fino a ieri, erano assegnati 40 milioni, ma ora non sappiamo che cosa succederà poiché il Parlamento europeo è impegnato in una maratona negoziale che sembra infinita». Umberto De Agostino