Garlasco, no ai vigilantes «Troppi 50 euro al mese»
Due feriti nello scontro avvenuto l'altra sera sulla provinciale che da Pieve del Cairo porta a Sannazzaro. Sono rimasti feriti il cuoco F.D., residente a Cava Manara, e la moglie M.D. che viaggiavano su di un'Audi in direzione di Sannazzaro. Lo scontro è avvenuto tra l'auto ed un autoarticolato adibito al trasporto di gas. Sul posto i carabinieri di Sannazzaro e un'ambulanza della Croce d'Oro che ha soccorso i due automobilisti, poi portati all'ospedale di Voghera. Il cuoco ha riportato una contusione alla gamba sinistra ed è stato dimesso in nottata con una prognosi di pochi giorni; trattenuta invece la donna per contusioni al capo ed alle braccia: guarirà in due settimane. La loro autovettura è andata quasi distrutta. GARLASCO Cinquanta euro al mese equivalgono a 600 euro l'anno, una cifra che i negozi hanno giudicato troppo onerosa. «Eccessiva in un momento come questo, non se ne parla di tirare fuori altri soldi», hanno tagliato corto i commercianti. Ha dato esito negativo la prima indagine con cui il Comune ha accertato la disponibilità degli operatori a pagare parte della vigilanza privata, proponendosi con ciò di estendere il servizio da quattro a sette notti a settimana (sempre dalle 22 alle 6 del mattino). Su un centinaio di commercianti non più di cinque si sono detti disponibili a compartecipare nell'eventualità alle spese. La maggioranza ha viceversa bocciato l'idea del «voucher sicurezza» condiviso sia dalla maggioranza sia dalla minoranza in consiglio comunale e portata all'attenzione dei cittadini durante l'assemblea pubblica di inizio mese sul problema dei furti in città. Da qui la decisione dell'assessore Renato Sambugaro di sospendere da domani il servizio dei Baschi blu 2 di San Cipriano – servizio che scade oggi dopo tre mesi di prova –con la speranza di riuscire nel frattempo a convincere gli indecisi. Reclutare i vigilantes per tre mesi, quattro sere a settimana, è costato al municipio 6mila euro. In più il servizio è nato con l'intenzione di controllare prima di tutto gli edifici pubblici. «Se vogliamo come si era detto – ha spiegato Sambugaro – farli uscire tutta settimana e usarli anche per controllare i negozi, allora servono più soldi. Noi da soli possiamo solo mantenere il servizio così com'è stato in questi mesi, ed è quello che faremo se i negozianti ribadissero il loro no. Per fare un passo avanti dobbiamo però poter contare sulla maggioranza delle attività, io ho in mente il modello Sannazzaro, dove il Comune stanzia tot e i negozi un altro tot a beneficio di entrambe le parti. In questa seconda indagine stiamo appunto chiedendo ai negozi quanto sarebbero disposti a spendere, e stiamo anche cercando di capire quali e quanti hanno già una loro vigilanza privata, quanti le telecamere, quanti gli allarmi». Incassata la prima bocciatura, il Comune vuole insomma fare il punto per capire come gestire la seconda fase del servizio. Il pollice verso dei commercianti però non pone alternative: o aderiscono in massa, facendo così abbassare i costi per tutti, oppure sarà impossibile scendere sotto i 40-50 euro prospettati durante il primo sondaggio. Stefano Albanesi, titolare di un negozio che a Garlasco rappresenta Ascom, non biasima i colleghi: «Seicento euro l'anno in un momento critico come questo non sono una spesa da poco, e tra l'altro non sarebbero l'unica spesa – ha precisato – L'ho già detto a Sambugaro. Noi siamo pronti a riparlarne sedendoci attorno a un tavolo, come Ascom siamo anche pronti a coinvolgere la segreteria per trovare una soluzione, però dobbiamo essere convocati come parte in causa». Simona Bombonato